Ucraina: elezioni si o no?

Un fulmine a ciel sereno. Ci ha pensato il Financial times a scuotere le cancellerie internazionali, stamattina, affermando che Volodymyr Zelensky sarebbe pronto ad annunciare nuove elezioni. Ci sarebbe anche la data, il 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’invasione russa. Quindi, dal nulla, è uscito fuori un piano per il suffragio presidenziale e per un referendum su un eventuale accordo di pace con Mosca. Il quotidiano ha citato funzionari ucraini ed europei coinvolti nella pianificazione, oltre a fonti informate sui colloqui in corso. Secondo il quotidiano britannico, Kiev avrebbe avviato i preparativi per entrambe le consultazioni dopo le pressioni esercitate dall’amministrazione Trump affinché il voto si tenga entro il 15 maggio, pena la perdita delle garanzie di sicurezza prospettate dagli Stati Uniti. La pianificazione, riferiscono funzionari ucraini e occidentali, si inserisce in una fase di forte pressione diplomatica da parte della Casa Bianca, che punta a chiudere i negoziati di pace tra Ucraina e Russia entro la primavera. Venerdì scorso, lo stesso Zelensky aveva dichiarato che gli Usa “dicono di voler fare tutto entro giugno, in modo che la guerra finisca” e che “vogliono un programma chiaro”. Un’eventuale convocazione delle urne segnerebbe una svolta politica di rilievo per il presidente, che finora ha sostenuto l’impossibilità di tenere elezioni sotto legge marziale, con milioni di cittadini sfollati e circa il 20 per cento del territorio nazionale sotto occupazione russa. Il Financial times sottolinea tuttavia come sia il calendario ipotizzato sia l’ultimatum statunitense restino subordinati a molteplici variabili, a partire da concreti progressi nei colloqui con il presidente russo Vladimir Putin.

Il piano, se confermato, evidenzierebbe la volontà di Zelensky di consolidare le proprie prospettive di rielezione, offrendo al contempo a Washington un segnale di disponibilità ad accelerare il percorso verso un’intesa. I sondaggi indicano che il consenso nei suoi confronti, pur ancora significativo, si è ridotto rispetto ai livelli quasi plebiscitari registrati nei primi mesi del conflitto, soprattutto a causa di scandali di corruzione che hanno coinvolto diverse figure del suo entourage. Secondo fonti vicine al presidente, Kiev avrebbe già fatto sapere all’amministrazione Trump di essere pronta a valutare una tempistica straordinariamente rapida per il voto, nonostante le evidenti difficoltà logistiche di organizzare elezioni in tempo di guerra. L’ufficio del presidente ucraino ha però replicato con cautela alle indiscrezioni del Financial times. “Finché non ci sarà sicurezza, non ci saranno annunci (sulle elezioni)”, ha dichiarato brevemente, secondo quanto riportato da Rbc Ucraina.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, ospite a Start su Sky Tg24. “È ovvio che in caso di un accordo tra Russia e Ucraina, Zelensky dovrà sottoporre questo accordo al Parlamento in questo caso anche al referendum popolare, quindi non può ovviamente fare tutto da solo e dovrà chiedere il giudizio dei suoi cittadini. Ma prima bisogna arrivare ad un accordo” e “finché non c’è un accordo è difficile poter portare al voto milioni di persone in Ucraina”. Tajani ha inoltre ribadito: “Noi stiamo sostenendo tutte le iniziative che possano portare alla fine della guerra che ha provocato centinaia e centinaia di migliaia di morti. L’Europa credo debba parlare in quanto tale nel momento in cui si avvia una trattativa con la Russia, per essere interlocutrice di una stagione di pace. Iniziative di singoli Paesi non aiutano un rafforzamento della posizione europea che sarà fondamentale per decidere, nel momento in cui si arriverà a un accordo, quando e come togliere le sanzioni che sono state inflitte a livello europeo. Quindi è bene che sia sempre l’Unione europea a muoversi insieme”, ha spiegato il vicepremier.

Da Mosca, infine, prevale la prudenza. Il Cremlino ha definito “prematuro” commentare le indiscrezioni relative a un possibile annuncio il 24 febbraio. “È ancora prematuro discuterne – ha detto il portavoce, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Tass – Abbiamo di fatto uno scambio di tali messaggi attraverso la stampa da parte di alcune fonti. Una fonte ha dichiarato che, presumibilmente, è iniziata la preparazione alle elezioni, poi una fonte dell’amministrazione, dell’ufficio del regime di Kiev, ha dichiarato che non è così, smentendo queste informazioni”. Il megafono di Putin ha invitato a monitorare con attenzione il flusso di notizie, ma a “affidarsi comunque alle fonti primarie. E dalle fonti primarie non ci sono state ancora tali dichiarazioni”, ha concluso.

Aggiornato il 11 febbraio 2026 alle ore 15:35