“Gli Usa sono tornati”

Donald Trump vuole fare l’America di nuovo “grande”, ma per qualcuno lo è già. Il segretario al Tesoro Scott Bessent, infatti, interpellato sulla questione Groenlandia, si è lasciato andare in un “gli Usa sono tornati”. A far valere la loro forza e le loro idee. E il costo, in termini di popolarità e legami diplomatici, è al momento alto. In un’intervista a Cnbc, Bessent ha ribadito che il controllo della Groenlandia da parte degli Stati Uniti è “importante. Impedirà qualsiasi tipo di conflitto armato, quindi perché non prevenire il problema prima che si presenti?”. Un ragionamento che si inserisce nella linea dell’amministrazione Trump, accompagnato da un messaggio diretto agli alleati europei: “Fate un respiro profondo e lasciate che le cose facciano il loro corso”. Lo ha detto lo stesso Bessent, invitando i partner Usa a non reagire con contromisure come nuovi dazi alla volontà di Trump di annettere l’isola.

A margine delle riunioni di Davos, il segretario al Tesoro ha paragonato le reazioni europee a una sorta di “isteria mediatica” simile a quella seguita al liberation day, quando Trump annunciò la prima ondata di dazi. Secondo Bessent, è inoltre “una falsa narrativa” l’ipotesi che l’Europa possa colpire i titoli di Stato americani in risposta allo scontro sulla Groenlandia, uno scenario che a suo dire “sfida ogni logica”. E, di fronte ai timori su una possibile implosione della Nato, ha assicurato che “certo che l’Europa è un alleato” nel Patto atlantico.

Nel frattempo il commander-in-chief si muove su un terreno finora poco esplorato. Tentativi statunitensi di acquisire la Groenlandia non sono mancati in passato, ma mai con l’insistenza mostrata oggi da Trump, che ha avviato un confronto diretto con gli alleati, in primis quelli Nato. “Ho avuto un’ottima telefonata con Mark Rutte, il Segretario generale della Nato, riguardo alla Groenlandia. Ho concordato un incontro tra le varie parti a Davos, in Svizzera. Come ho detto a tutti, molto chiaramente, la Groenlandia è fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale”, ha scritto il presidente Usa su Truth. “Non si può tornare indietro. Su questo, tutti sono d’accordo! Gli Stati Uniti dAmerica sono di gran lunga il Paese più potente al mondo” e “siamo l’unica potenza che può garantire la pace in tutto il mondo, e lo si fa, semplicemente, attraverso la forza”.

Sempre su Truth, Trump ha pubblicato lo screenshot di quello che sostiene essere un messaggio inviato dal presidente francese Emmanuel Macron. “Amico mio, siamo totalmente d’accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia”, recita il testo. “Posso organizzare una riunione del G7 dopo Davos a Parigi giovedì pomeriggio. Posso invitare a margine ucraini, danesi, siriani e russi”, prosegue il messaggio attribuito al capo dellEliseo. “Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che torni negli Stati Uniti”, conclude il testo firmato “Emmanuel”. Il contenuto, autenticato dall’entourage di Macron, conferma la proposta di ospitare un vertice del G7 a Parigi, con l’eventuale coinvolgimento “a margine” anche dei russi, una novità dopo quasi quattro anni di guerra in Ucraina, oltre a ucraini, danesi e siriani per affrontare i nodi aperti, dalla Groenlandia al Medio Oriente.

Sul fronte europeo, l’alto rappresentante Kaja Kallas continua a rappresentare la linea più rigida. “La Groenlandia è strategica. Non è un segreto. Nelle vicinanze si trovano importanti rotte sottomarine e al di sotto del suo territorio sono presenti minerali fondamentali per l’economia globale. Ma vorrei essere chiara: la Groenlandia appartiene al suo popolo. Nessuna minaccia di dazi doganali potrà cambiare questa situazione. La sovranità non è negoziabile”. Così Kallas intervenendo all’Eurocamera. “Le dichiarazioni rilasciate dal presidente Trump creano una situazione che non abbiamo mai vissuto prima. La nostra risposta deve essere quella di mantenere la calma, difendere la nostra posizione e agire in modo unito”. La presidente estone ha poi aggiunto: “Gli Stati Uniti, la Danimarca e la Groenlandia hanno avviato colloqui diretti. Questo è ciò che fanno gli alleati responsabili: dialogano. Ma il tono di questi colloqui è importante, così come lo sono le minacce formulate al di fuori di essi. Vorrei essere molto chiara: le minacce di dazi doganali non costringeranno la Danimarca a cedere la Groenlandia. Rischiano solo di impoverire sia l’Europa che gli Stati Uniti e di minare la nostra prosperità comune”.

Infine, un richiamo al quadro di sicurezza complessivo: “Non abbiamo alcun interesse a litigare, ma manterremo la nostra posizione. L’Europa dispone di una serie di strumenti per proteggere i propri interessi. Ma se ci sono preoccupazioni per la sicurezza della Groenlandia, la Nato è ben attrezzata per affrontarle. La scorsa settimana, diversi Paesi europei hanno inviato personale militare in Groenlandia per una missione di ricognizione. Questa presenza ha lo scopo di mantenere la regione sicura, prevedibile e stabile e non rappresenta una minaccia per nessuno. Perché la difesa e la protezione della Groenlandia sono una preoccupazione comune per l’Europa e l’intera alleanza Nato”.

Aggiornato il 20 gennaio 2026 alle ore 16:56