Accordo Ue–Mercosur: nuove traiettorie per l’europrogettazione

L’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) rappresenta una svolta strategica nei rapporti tra Europa e America Latina. Non si tratta soltanto di una semplice intesa commerciale, ma di un moltiplicatore di opportunità per la cooperazione internazionale, la progettazione europea e la costruzione di partenariati multilaterali orientati allo sviluppo sostenibile, all’innovazione e alla transizione verde. Secondo Fabrizio Canetto, presidente nazionale di Assoeuro: “L’accordo Ue-Mercosur va letto come una piattaforma strategica di cooperazione strutturata, capace di allineare priorità politiche, strumenti finanziari e bisogni territoriali su entrambe le sponde dell’Atlantico”. L’accordo potenzia anche la cooperazione tecnologica e scientifica. Digitalizzazione dei servizi pubblici, industria 4.0 e intelligenza artificiale applicata a settori chiave (agritech, health-tech, smart cities) trovano terreno fertile per nuove sinergie. “Horizon Europe – evidenzia Canetto – diventa uno strumento cruciale per costruire consorzi Ue–America Latina orientati alla ricerca applicata e all’innovazione, superando una logica puramente commerciale e puntando alla co-creazione di soluzioni”. Università, centri di ricerca e cluster tecnologici avranno un ruolo decisivo come ponti tra sistemi di innovazione diversi ma complementari. Altro pilastro strategico è la transizione energetica. I Paesi Mercosur dispongono di risorse enormi in termini di energie rinnovabili (solare, eolico, idrogeno verde), mentre l’UE offre know-how regolatorio, modelli di governance e strumenti di finanziamento. “La cooperazione energetica Ue-Mercosur – continua Canetto – è un terreno ideale per progettualità complesse che integrano investimenti, formazione, trasferimento tecnologico e capacity building istituzionale”. In sintesi, l’accordo Ue-Mercosur apre una nuova stagione per l’europrogettazione e la cooperazione internazionale. Per gli operatori del settore si prospetta una fase che richiede visione strategica, competenze trasversali e la capacità di agire in contesti multiculturali complessi.

“Chi saprà leggere per tempo questi scenari e posizionarsi sui giusti strumenti finanziari – rilancia il presidente di Assoeuro – potrà contribuire concretamente alla costruzione di un partenariato Ue-America Latina più sostenibile, innovativo e inclusivo”. Centrale anche la dimensione formativa: l’accordo favorisce la mobilità di competenze e la cooperazione nell’istruzione e nella formazione professionale. Programmi di scambio, upskilling e percorsi tecnici condivisi saranno fondamentali per accompagnare la doppia transizione verde e digitale. “Non si tratta solo di finanziare infrastrutture o tecnologie – conclude Canetto – ma di investire nel capitale umano, creando percorsi formativi condivisi tra Ue e Mercosur”. Erasmus+, Ndici e iniziative bilaterali possono sostenere in modo strutturato questi obiettivi. L’intesa crea inoltre le condizioni per la nascita di cluster industriali e partenariati tecnologici transcontinentali, in cui imprese, centri di ricerca e istituzioni collaborano su filiere strategiche come agroindustria sostenibile, bioeconomia, energie rinnovabili e manifattura avanzata. “La vera sfida per i project manager europei – afferma Canetto – è costruire partenariati equilibrati, basati su reciprocità, trasferimento di valore e impatto di lungo periodo”. Uno degli assi portanti della cooperazione riguarda la lotta al cambiamento climatico e la trasformazione dei sistemi agroalimentari. I Paesi Mercosur sono attori fondamentali per biodiversità, foreste e produzione agricola, mentre l’Ue porta competenze normative, tecnologiche e finanziarie. “Per gli europrogettisti – sottolinea Canetto – si apre uno spazio significativo per progetti su agricoltura sostenibile, tracciabilità delle filiere, tutela delle foreste, economia circolare e infrastrutture verdi”. In questo quadro, strumenti come Ndici – Global Europe e AL-Invest Verde facilitano la creazione di partenariati pubblico-privati e il coinvolgimento di Pmi, enti locali e organizzazioni della società civile.

Aggiornato il 13 gennaio 2026 alle ore 13:15