Salvare il sistema-Italia tra Pnrr e fondi strutturali
Il “Cantiere Europa” non è più una semplice metafora burocratica, ma il terreno su cui si gioca la sopravvivenza gestionale del sistema-Italia, secondo la visione strategica delineata dalla presidenza nazionale di Assoeuro. Come sottolineato dal presidente Fabrizio Canetto, il Paese attraversa una fase di “sovrapposizione critica” in cui la gestione tecnica dei fondi deve necessariamente evolvere in visione politica per evitare il collasso amministrativo.
Il cuore del problema risiede nella saturazione della macchina pubblica: la scadenza perentoria del 30 giugno 2026 per il Pnrr sta innescando un pericoloso effetto di “cannibalizzazione” ai danni dei fondi strutturali 2021-2027. Il rischio concreto è che l’ossessione per la rendicontazione dei progetti legati al Piano di Ripresa porti a trascurare la programmazione ordinaria, traducendosi in una perdita secca di miliardi di euro a fine decennio. Per disinnescare questa mina temporale, Assoeuro indica nel Capacity Building l’unica via d’uscita: non è sufficiente stanziare risorse se non si investe nel capitale umano, attirando europrogettisti e project manager nella Pubblica Amministrazione con contratti competitivi capaci di superare i colli di bottiglia burocratici, specialmente nei piccoli Comuni.
Lo sguardo deve però spingersi oltre il 2027, verso un quadro finanziario pluriennale che prefigura una rivoluzione del modello di spesa. Si passerà definitivamente dal mero esborso finanziario al “modello di risultato” tipico del Pnrr: non conterà più quanto si spende, ma l’impatto reale di ciò che si realizza. In questo scenario, le nuove priorità geopolitiche, che vedono i fondi di coesione orientarsi verso la Difesa, l’Autonomia Strategica nei microchip e nei farmaci, impongono una vigilanza costante per garantire la tenuta della coesione sociale. Sul piano tecnico, il vero spartiacque per l’accesso ai finanziamenti è oggi rappresentato dai criteri della Twin Transition e dal vincolo scientifico del DNSH (Do No Significant Harm), che obbliga ogni progetto a dimostrare l’assenza di danni ambientali, trasformandosi da clausola formale a principale scoglio progettuale.
Parallelamente, l’integrazione dell’Intelligenza artificiale viene identificata come la leva indispensabile per colmare il gap di produttività che ci separa dagli Stati Uniti d’America e dalla Cina. Tutto questo deve però atterrare sui territori con un approccio place-based: dai borghi delle aree interne allo social housing urbano, i fondi europei devono assecondare le vocazioni specifiche locali anziché calare soluzioni standardizzate dall’alto. Il monito dell’associazione dei progettisti europei Assoeuro è dunque perentorio: la vera sfida non è solo spendere, ma “mettere a sistema”, utilizzando le risorse residue per rendere sostenibili nel tempo le grandi infrastrutture nate sotto l’egida del Pnrr.
Aggiornato il 03 marzo 2026 alle ore 11:21
