Prima scena: una donna di idee liberali fa il suo ingresso nella politica della Comunità di Madrid e occupa il posto centrale. È una delle riunioni settimanali del Consiglio di Governo. Prima di iniziare ogni riunione, dice sempre le stesse parole: “Ricordate, signori consiglieri, che non siamo venuti qui per regolamentare, ma per deregolamentare”. Quella donna è Esperanza Aguirre, presidente della Comunità di Madrid dal 2003 al 2012: una donna coraggiosa che ha osato fare politica mettendo al primo posto i suoi principi liberali – meno potere pubblico, meno tasse, meno regolamentazione. Un programma che continua a essere attuato. Seconda scena: un’altra donna, diversa ma ugualmente liberale, occupa il centro della scena politica madrilena. Tutti quelli che la circondano indossano mascherine. Il Covid ha ucciso molte persone nei mesi precedenti. Numerose persone le chiedono un secondo lockdown a Madrid. Lei ascolta, riflette e alla fine decide: “Non porterò alla rovina migliaia e migliaia di aziende e lavoratori per risparmiarmi problemi politici. Madrid non chiuderà”. E Madrid non ha chiuso, perché Isabel Díaz Ayuso, l’attuale presidente della Comunità di Madrid, ha fatto una scelta basata sui suoi principi liberali: una decisione che ha salvato vite umane e aziende, rispettando la libertà e la proprietà privata. Per questo ha ricevuto il Premio Bruno Leoni nel 2021.

Terza scena: sullo schermo si vedono delle linee che mettono a confronto il Pil generato in ciascuna delle regioni spagnole. Madrid è la capitale dal XVI secolo, ma non è mai stata la regione leader da un punto di vista imprenditoriale ed economico. La Catalogna l’ha sempre sopravanzata. Ma questa situazione inizia a cambiare nel primo decennio di questo secolo e, dal 2019, Madrid è diventata la locomotiva economica della Spagna. Sono state le politiche liberali a creare le condizioni per una rivoluzione pacifica: la rivoluzione della libertà e della proprietà; la rivoluzione che genera risultati; la prosperità che si diffonde e che ha reso Madrid la regione in cui tutti vogliono stare, che siano europei, latinoamericani, asiatici o nordamericani. Tutto questo è raccontato da Diego Sánchez de la Cruz nel suo libro Il modello Madrid. Una rivoluzione liberale 1995-2025, appena pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni. Il libro si concentra su molti ambiti: dalla sanità all’istruzione, dalle tasse all’immigrazione. Fornisce cifre, contesto e, soprattutto, stabilisce un collegamento tra i principi liberali, le politiche applicate nella Comunità di Madrid e i risultati ottenuti. Ventitré anni consecutivi di riduzione di tutte le imposte. Ventitré anni consecutivi di riduzione delle normative che soffocano l’iniziativa imprenditoriale privata. La rivoluzione liberale non si fa in un solo giorno: si fa passo dopo passo, ogni settimana, ogni mese, ogni anno. La chiave è non allontanarsi dai principi della libertà individuale: ogni passo deve andare nella direzione della libertà e nessuno, mai, nella direzione “dell’orco filantropico” (come l’ha chiamato Octavio Paz) che è lo Stato.
(*) Ex consigliere della Comunità di Madrid, responsabile dell’Economia, delle Finanze, della Sanità e dell’Immigrazione
(**) Tratto da Istituto Bruno Leoni
(***) Il modello Madrid. Una rivoluzione liberale 1995-2025 di Diego Sánchez de la Cruz, Ibl Libri 2025, 202 pagine, 18 euro
(****) Lunedì 19 gennaio 2026, alle ore 18.30, si terrà a Milano, presso la Residenza Vignale, la presentazione del libro Il modello Madrid. Una rivoluzione liberale 1995-2025, che offrirà un’importante occasione per confrontare quell’esperienza con quella della Lombardia e i modelli di regionalismo spagnolo e italiano. Insieme all’autore e allo stesso Javier Fernández-Lasquetty interverranno Jesús Encinar (fondatore e Presidente di idealista) e Roberto Formigoni (già presidente della Regione Lombardia). L’incontro sarà moderato dalla giornalista Camilla Conti
Aggiornato il 12 gennaio 2026 alle ore 15:12
