Lo scorso maggio, due fratelli avrebbero legato la sorella 18enne con del nastro adesivo, l’avrebbero imbavagliata e poi affogata in un acquitrino. Si è trattato di un delitto d’onore, motivato da quello che i fratelli della ragazza consideravano la sua “occidentalizzazione”. Durante il processo celebrato alla fine di novembre, i messaggi WhatsApp hanno rivelato che le principali recriminazioni mosse dalla famiglia erano relative al fatto che la giovane donna aveva rifiutato un matrimonio combinato, aveva un fidanzato e aveva smesso di indossare il velo. “Non c’è altra soluzione”, ha scritto uno dei fratelli in un messaggio. La madre della giovane ha affermato che era “una vergogna per la famiglia e meritava di morire” e che avrebbe dovuto essere “avvolta in un sudario”. In una conversazione registrata di nascosto, un fratello ha dichiarato che la sua famiglia era stata umiliata dal comportamento della ragazza e che l’unica via d’uscita era ucciderla.
Ciò non è accaduto in Nigeria, in Pakistan o in Iran, ma nei Paesi Bassi. Ryan Al Najjar sarebbe stata assassinata da Mohamed Al Najjar, 23 anni, e Muhanad Al Najjar, 25 anni, nella riserva naturale di Oostvaardersplassen nel Flevoland, a 120 chilometri dalla loro casa di Joure, in Frisia. Si ritiene che l’omicidio sia stato ordinato dal padre, che è fuggito in Siria, il suo Paese d’origine, dopo la morte della figlia, dove si è poi risposato. La polizia aveva monitorato Ryan a seguito di precedenti segnalazioni secondo cui la ragazza era in pericolo nella propria casa, ma questa protezione era terminata poco prima del suo omicidio. Nel 2023, la giovane donna era fuggita dalla casa di famiglia a piedi nudi, dicendo ai vicini che temeva che suo padre potesse ucciderla. Di conseguenza, le era stata concessa una certa protezione da parte della polizia ed era stata condotta in un luogo segreto, ma alla fine era dovuta tornare a casa.
La procura olandese ha formalmente definito l’omicidio un “delitto d’onore”. Questa pratica barbara è tipicamente commessa dai familiari della vittima quando quest’ultima, quasi sempre una donna o una ragazza, ha compiuto un’azione considerata vergognosa o tabù dalla propria cultura. Questa logica distorta considera la morte come l’unico modo per la famiglia di riconquistare il proprio onore e il proprio posto nella società. Sebbene i delitti d’onore possano verificarsi e storicamente sono stati commessi in diverse culture e comunità, oggi sono per lo più concentrati nel mondo musulmano. A causa delle migrazioni di massa e della mancanza di un’adeguata integrazione, questo fenomeno si è diffuso anche in Europa.
Il caso di Ryan Al Najjar non è affatto isolato. Qualche settimana fa, un uomo afgano di 50 anni avrebbe aggredito la propria figlia 15enne con un coltello da cucina in mezzo alla strada a Vienna, in Austria. Per fortuna, la ragazza è sopravvissuta all’aggressione grazie a un testimone che ha sentito le sue urla ed è accorso in suo aiuto. È stata trasportata in elicottero all’ospedale con ferite profonde alla parte superiore del corpo e al collo. Sebbene al momento non sia noto il movente, le autorità stanno indagando sulla possibilità che si sia trattato di un tentato delitto d’onore: la ragazza ha rivelato che la sua famiglia disapprovava fermamente il fatto che avesse un fidanzato. In Francia, assistiamo a storie altrettanto raccapriccianti. Nel marzo di quest’anno, un uomo franco-algerino di 48 anni, Mounir Boutaa, è stato condannato per aver bruciato viva sua moglie. Nel 2021, Boutaa iniziò a perseguitare Chahinez Daoud, 31 anni, madre dei suoi tre figli, dopo la loro separazione. Le sparò alle gambe con un fucile, le versò addosso della benzina e le dette fuoco, filmando parzialmente l’accaduto. La donna morì a causa delle ferite riportate. In precedenza, Boutaa era stato condannato a una pena detentiva per aver strangolato Daoud e averla minacciata con un coltello, ma era stato rilasciato alla fine del 2020. Un mese e mezzo prima della sua morte, la donna aveva presentato un’altra denuncia contro il marito che era stata gestita da un agente di polizia a sua volta condannato per violenza domestica. Ciò ha sollevato interrogativi non solo sulla mancanza di azione da parte della polizia, ma anche sul numero crescente di delitti d’onore e femminicidi nell’Europa occidentale. Un caso quasi identico si è verificato in Belgio la scorsa estate, quando un uomo musulmano kosovaro avrebbe dato fuoco alla moglie dopo essere stato rimesso anticipatamente in libertà a causa del sovraffollamento carcerario. Tra il 2022 e il 2024, in Germania sono stati registrati 12 episodi di delitti d’onore. In Inghilterra, gli atti “di abuso d’onore” sono aumentati dell’81 per cento nei cinque anni antecedenti al 2021. Casi simili si sono verificati anche in Italia.
La risposta a omicidi come questi è stata gravemente carente. Alcune nazioni hanno introdotto il femminicidio come reato specifico. L’Italia è stato l’ultimo Stato membro dell’Unione europea a introdurre nel codice penale un articolo che tipizza il reato di femminicidio, unendosi a Cipro, Malta e Croazia. Ma non si è ancora affrontata la questione delle cause stesse dei delitti d’onore e del femminicidio. Mentre si discute molto di misoginia e violenza contro le donne, si parla meno del gran numero di migranti musulmani e dell’incapacità di integrare questi nuovi arrivati nella cultura ospitante. La rigidità di molte culture islamiche fa sì che anche quando i migranti, soprattutto le donne, iniziano a integrarsi nella vita occidentale, siano minacciati di violenza o addirittura di morte. Quando le donne e le ragazze iniziano a stringere amicizia con la popolazione locale, a vestirsi in modo più occidentale o a frequentare persone di religione o etnia diversa, diventano potenziali vittime di delitti d’onore. Questa spirale o circolo vizioso si rafforza, con le comunità che diventano sempre più isolate dalle culture occidentali in cui vivono. In alcuni casi, l’atmosfera all’interno di queste popolazioni musulmane isolate in Europa finisce per diventare più repressiva della cultura dei Paesi a maggioranza musulmana che si sono lasciati alle spalle.
La riluttanza ad affrontare le cause profonde dei delitti d’onore è, in una certa misura, comprensibile. Ciò comporterebbe una dura critica da parte dell’opinione pubblica di alcuni aspetti delle comunità musulmane in Occidente, con il rischio inevitabile di essere accusati di razzismo o “islamofobia”, per non parlare delle possibili reazioni negative da parte delle comunità stesse. Data la crescente influenza degli islamisti radicali in Paesi come Francia, Belgio, Austria e Paesi Bassi, non c’è da stupirsi che le autorità siano restie a dare un nome a questo problema particolarmente grave e ad affrontarlo di petto. Ma finché non lo faranno, ci saranno molte altre storie orribili come quella di Ryan Al Najjar. Altre donne verranno uccise per i loro tentativi di integrarsi nella cultura occidentale e per il loro desiderio di essere trattate come qualcosa di più di cittadine di seconda classe. Questo comportamento medievale non ha posto in Occidente. Ma continuerà a propagarsi finché lo permetteremo.
(*) Tratto da The European Conservative
(**) Traduzione a cura di Angelita La Spada
Aggiornato il 12 dicembre 2025 alle ore 10:54
