Attentato a Gerusalemme

Tre le vittime, almeno quattro feriti in gravi condizioni. È questo l’attuale bilancio dell’attentato – successivamente rivendicato da Hamas – avvenuto questa mattina a Gerusalemme. Un fatto di sangue consumato a stretto giro dall’annuncio da parte del Governo israeliano di aver ricevuto una nuova lista di “nomi” di bambini e di donne tenuti come ostaggi nella Striscia di Gaza e che verranno rilasciati in cambio di prigionieri di palestinesi. L’attacco avviene all’ingresso di Gerusalemme, all’altezza di una fermata dell’autobus, come riferito dal Jerusalem Post. Da una prima ricostruzione, due soggetti – poi uccisi – scendono dall’auto e aprono il fuoco con un fucile M16 e una pistola. A perdere la vita sono una ragazza di 24 anni, un uomo di 73 anni e una 16enne.

Dopo un primissimo sopralluogo, a detta del ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, l’attentato porta la firma “a quanto pare” di Hamas. Queste le sue parole: “'Attivisti di Hamas hanno organizzato l’attentato. Hamas ci parla a due voci: una è quella della tregua, l’altra è quella del terrorismo. Noi non dobbiamo mostrare alcuna debolezza. Con Hamas dobbiamo dialogare solo attraverso i mirini e mediante la guerra”. I due presunti attentatori sarebbero Murad Nimer (38 anni) e Ibrahim Nimer (30 anni), residenti nel rione di Tsur Baher a Gerusalemme est, detentori di carte di identità israeliane. Avrebbero già scontato pene detentive per coinvolgimento in attività terroristiche. Nella loro automobile sarebbero stati trovati centinaia di proiettili. Benny Gantz, ministro israeliano, sostiene che l’attacco terroristico “è un’ulteriore prova del nostro obbligo di continuare a combattere con forza e determinazione contro il terrorismo omicida che minaccia i nostri cittadini. A Gerusalemme, a Gaza, in Giudea e Samaria e ovunque”.

Aggiornato il 30 novembre 2023 alle ore 03:28:17