Russia: proteste dopo il discorso di Putin

Vladimir Putin ha parlato sia di una mobilitazioneparziale – in Russia, sia di un richiamo dei militari della riserva. Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, su Telegram avrebbe scritto: “Si terranno referendum e le Repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia. La protezione di tutti i territori che hanno aderito sarà significativamente rafforzata dalle Forze Armate russe. La Russia ha annunciato che non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi potranno essere utilizzate per tale protezione”.

La Corea del Nord, allo stesso tempo, ha negato la fornitura di armi o munizioni alla Russia, come ipotizzato dall’intelligence americana. Un dispaccio dell’agenzia ufficiale Kcna, citando un vicedirettore dell’Ufficio generale degli equipaggiamenti del ministero della Difesa, ha segnalato: “Recentemente, gli Stati Uniti e altre forze ostili hanno parlato della violazione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, diffondendo una voce di traffici di armi tra la Corea del Nord e la Russia. Non abbiamo mai esportato armi o munizioni in Russia prima e non prevediamo di farro in futuro”.

Questo il quadro d’insieme, mentre ammonterebbero a più di 1300 le persone fermate (in 39 città) dalla polizia russa nelle proteste scaturite contro la “mobilitazione parziale” ordinata da Putin per il conflitto bellico in Ucraina. I dati sono stati riportati dall’Ong Odv-Info. Tra l’altro, la città col maggior numero di fermi risulterebbe Mosca (527 persone) mentre sarebbero 480 quelli registrati a San Pietroburgo. Tra l’altro, il Moscow Times ha fatto sapere che un edificio amministrativo e un ufficio di reclutamento sarebbero stati attaccati nel corso della notte, in Russia. Nello specifico, a Nizhny Novgorod, situata a 440 chilometri ae est di Mosca, una bottiglia incendiaria scagliata contro un ufficio di arruolamento avrebbe provocato un incendio (lievi i danni). Un rogo sarebbe divampato anche in un ufficio di reclutamento di San Pietroburgo. Un’altra bottiglia incendiaria è stata lanciata contro un ufficio amministrativo a Togliatti, a quasi mille chilometri a est di Mosca.

Intanto Josep Borrell, Alto rappresentante degli Affari esteri dell’Unione europea ha comunicato la decisione presa dal Consiglio degli Affari esteri straordinario dell’Ue: “Altre misure restrittive verranno adottate al più presto in coordinazione con i nostri partner”. In più, ha precisato: “Continueremo ad aumentare il nostro supporto militare all’Ucraina e studieremo un nuovo pacchetto di sanzioni che prenda di mira settori dell’economia russa e una nuova lista di individui”. Eric Mamer, portavoce della Commissione Ue, parlando delle nuove sanzioni annunciate dalla presidente Ursula von der Leyen, ha detto che si comporranno di “misure restrittive contro individui e entità” coinvolte nell’invasione russa e “di una stretta sull'export delle tecnologie civile europee”. Il primo round di incontri con le Rappresentanze dei 27 potrebbe avere luogo tra domani e domenica.

Revocare le sanzioni imposte dall’Ue contro la Russia entro la fine di quest’anno. Questo è l’appello lanciato Viktor Orbán al suo partito Fidesz, secondo quanto riportato dai media locali. Secondo il premier ungherese, Bruxelles avrebbe “imposto” le sanzioni all’Europa, trasformando un conflitto locale in una “guerra economica mondiale”. Orbán pertanto ha invitato i membri del suo partito a “fare tutto il possibile, affinché l’Ue ritiri le sanzioni (contro la Russia) entro la fine dell'anno”.