Zelensky: “Vogliono ridurre in cenere il Donbass”

“Vogliono ridurre in cenere Popasna, Bakhmut, Lyman, Lysychansk e Severodonetsk. Come Volnovakha, come Mariupol”. Queste le parole del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha aggiunto: “Il catastrofico svolgersi degli eventi potrebbe ancora essere fermato, se il mondo trattasse la situazione in Ucraina come tale. Se i forti del mondo non flirtassero con la Russia, ma insistessero davvero per porre fine alla guerra”. Non solo: “L’Ucraina non è ansiosa di parlare con la Russia di Vladimir Putin, ma deve affrontare la realtà e sarà necessario, rivogliamo le nostre vite”.

Intanto il premier britannico, Boris Johnson, ha parlato di “progressi lenti ma tangibili” dei russi in Ucraina. Per il primo ministro, Vladimir Putin “a caro prezzo per se stesso e per l’esercito russo sta continuando a rosicchiare terreno. È “vitale” continuare a sostenere Kiev”. Di contro Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha riferito che l’Occidente ha mosso contro la Russia una “guerra totale”. Sullo stesso tenore il primo ministro russo, Michail Mišustin: “L’Occidente sta cercando di cancellare il nostro Paese, di rimuoverlo dalla mappa del mondo”. In tale quadro, il Cremlino ha fatto sapere che i negoziati con l’Ucraina al momento sono sospesi su decisione di Kiev, “il che contrasta con le affermazioni di Zelensky sulla necessità di colloqui al massimo livello”.

Severodonetsk

“Sono 1.500 le persone rimaste uccise dall’inizio della guerra a Severodonetsk” nella regione ucraina del Donbass (zona est). L’annuncio è del sindaco Oleksandr Stryuk citato dalla Bbc. Lo stesso Stryuk ha fatto sapere che i bombardamenti in città sono continui, gran parte del patrimonio abitativo è stato distrutto. Invece, le vittime civili in Ucraina avrebbe sfiorato quota 4mila. A renderlo noto è stata l’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani, come riportato dal Kiev Independent.

La telefonata di Draghi a Putin

Non ho visto spiragli per la pace tra Russia e Ucraina”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ieri in conferenza stampa dopo la telefonata avuta con il presidente della Federazione Russa. Poi ha continuato: “Ho cercato Putin, lo scopo della mia telefonata era chiedere se si potesse far qualcosa per sbloccare il grano che è nei depositi ucraini, perché la crisi alimentare, in alcuni Paesi già presente, avrà proporzioni gigantesche e conseguenze umanitarie terribili”. Con una postilla: “La gravità della situazione ci impone di rischiare e provare cose che possono anche non riuscire. Proverò dunque a telefonare a Zelensky e vedrò se c’è una corrispondente disponibilità. Credo che da parte di tutti ci sia la consapevolezza della posta in gioco, ovvero la vita di milioni e milioni di persone”.