Ungheria, Orbán vince il quarto mandato

Viktor Orbán, per la quarta volta, è stato eletto primo ministro dell’Ungheria. “Abbiamo vinto contro tutti!” Ha esultato in tarda serata il premier, che si era proposto come “uomo della pace”, facendo leva sulla paura del conflitto ucraino. La coalizione composta dal partito di governo Fidesz e dai cristiano-democratici di Kdnp si è vista assegnare 134 seggi su 199. L’opposizione guidata dall’ultracattolico europeista Peter Marki-Zay, con un’alleanza di tutti gli altri partiti, sta al 33,6 per cento, con 58 seggi. L’estrema destra, con il 6,4 per cento, ha ricevuto sette seggi.

Queste le parole di Orbán dopo le elezioni: “Questa nostra quarta vittoria consecutiva è la più importante, perché abbiamo conquistato il potere contro un’opposizione che si era alleata. Si sono alleati tutti e noi abbiamo vinto lo stesso” ha detto trionfando. “Abbiamo vinto anche a livello internazionale contro il globalismo – aggiunge il premier – contro Soros. Contro i media mainstream europei. E anche contro il presidente ucraino”. Il primo ministro continua elogiando il suo partito: “Fidesz rappresenta una forza conservatrice patriottica e cristiana. È il futuro dell’Europa. Prima l’Ungheria!” Conclude, riprendendo le famose parole usate da Donald Trump che disse “America first”.

Il leader dell’opposizione Marki-Zay ha amaramente commentato la sconfitta: “In un sistema ingiusto e disonesto come questo non potevamo fare di più” dice, scagliandosi contro la fortissima propaganda governativa. Il primo ministro, che per aver limitato la libertà di stampa e della magistratura, ha un contenzioso con l’Europa sullo stato di diritto. Orbán, nelle ultime settimane, aveva puntato sulla paura della guerra per lo sprint finale della campagna elettorale. È stato l’unico a negare la consegna di armi a Kiev e ad assicurare che Budapest si terrà fuori dal conflitto con Mosca.

Questo successo probabilmente ha un sapore diverso per Fidesz e il premier, che si sono sentiti accerchiati da un’opposizione che si è presentata in un’unica coalizione, “Uniti per l’Ungheria”. L’alleanza di sei partiti che aveva come unico obbiettivo quello di porre fine alla stagione di Orbán, forse è stata minata anche dalle parole del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, che ha definito Orbán “l’unico in Europa a sostenere apertamente Putin. Non ho paura a chiamare la guerra con il suo nome, questa si chiama onestà, cosa che manca a Viktor Orbán, forse l’ha persa da qualche parte nei suoi rapporti con Mosca”. Tra gli elettori si è così amplificata la paura del conflitto, sia a causa delle parole di Kiev e dell’Europa sia per merito della propaganda filo governativa. Effettivamente, diversi elettori ancora ricordano i giorni orribili dei carri armati russi a Budapest.

Aggiornato il 04 aprile 2022 alle ore 12:18