John Kelly non vuole lasciare la Casa Bianca. “Ma non ci siamo coperti di gloria per il modo in cui abbiamo gestito la vicenda di Rob Porter”. È quanto ha ammesso il capo dello staff di Donald Trump parlando con i giornalisti.
Dalle dimissioni di Porter, braccio destro di Kelly, è passato un mese. Il collaboratore del gruppo di lavoro ristretto del presidente ha lasciato l’incarico per accuse di violenza domestica. Un fatto è certo. Come ha ammesso Kelly, a Washington ha regnato “la confusione”.
Secondo il New York Times, Kelly avrebbe detto che “Porter, mentre era alla Casa Bianca, si presentava come un vero gentiluomo, mai arrabbiato o violento”.
Per il capo dello staff, “non c’è stata nessuna ragione che mi possa aver spinto a pensare di dimettermi per questa vicenda”. Eppure, pare sia stato informato prima della pubblicazione delle foto di una delle due mogli di Porter con un occhio nero.
Nonostante ciò Kelly ha difeso il proprio braccio destro fino a quando è stato possibile. “Conoscevamo tutti quell’uomo, la sua fede, la sua dedizione al lavoro”, ha detto Kelly parlando di Porter.
Kelly ha sempre negato di aver ricevuto un rapporto critico su Porter da parte dell’Fbi quasi un anno fa. Ora ha riconosciuto che il direttore del Bureau Chris Wray aveva ragione.
Aggiornato il 26 aprile 2018 alle ore 09:40
