11 settembre 2001, un quadro di Goya che ha cambiato la storia
"Il Colosso" dipinto a olio su tela di Francisco Goya

La data dell’11 settembre non piace a molti, forse perché è una data irrazionale. A ogni cambio di secolo il mondo ha avuto paure apocalittiche, ed è avvenuto anche nel Capodanno 1999-2000 con la paura che saltassero gli ancora stentati sistemi informatici mondiali. Un anno dopo il mondo è cambiato per davvero.
Sarebbe il caso di cercare di capire quale è stato il motore che, a partire da quel momento, ha cambiato la quiete prima della tempesta di fine ‘900. Una buona ricostruzione su quello che è avvenuto a Mosca l’ha data il film Il mago del Cremlino: Le origini di Putin, di Olivier Assayas, che ha adattato il bestseller di Giuliano Da Empoli, grazie a una sceneggiatura di ottimo livello, per mano di Emmanuel Carrere. Ma cosa è successo nel mondo?

La chiave del cambiamento del quadro internazionale sta nel mandato di Boris Eltsin a Vladimir Putin, che sale al potere nel gennaio del 2000 dopo essere stato nominato premier ad interim da Eltsin nell’agosto del 1999. Le dimissioni anticipate di Eltsin furono una sorpresa su cui ogni illazione è lecita ma non certa.

1999. Appena arrivato al potere lo zar scatena la seconda guerra contro la repubblica separatista della Cecenia (1999-2009) contro la quale Eltsin aveva preso eclatanti sberle. Massacra un ceceno ogni tre abitanti (tutti musulmani) e “sistema” la questione.

2001. Attentati di Al Qaida contro le Torri Gemelle e del Pentagono. I terroristi del principe saudita Bin Laden hanno agito da soli? Non ci sono prove di coinvolgimenti di nazioni o gruppi nello strike alqaidista. Non potrebbe essere altrimenti. Russia e Usa erano in quel momento alleati nella guerra contro Al Qaida, la Russia combatteva contro i musulmani della Cecenia, mentre la Cina combatteva contro i musulmani uighuri dello Xinijang e l’Iran era in concorrenza quasi bellica coi sauditi e i sunniti in genere (in Africa per un decennio Iran e Sauditi fecero a gara per “convertire” africani all’islam (idem la Cina, ma nel campo economico).

2008. Putin inizia la guerra in Georgia, con un’offensiva lampo in risposta al tentativo di Tbilisi di avvicinarsi alla Nato. La Russia vince e ottiene il riconoscimento dell’indipendenza (?) delle regioni contese di Ossezia del Sud e Abkhazia. Movente: i giacimenti del Caucaso.

2014. Annessione della Crimea e il Donbass. L’occupazione militare e la successiva annessione unilaterale della penisola di Crimea avviene senza reazioni da parte ucraina né europea né americana (a parte sanzioni di poca entità).

2015. Intervento russo in Siria. Un impegno militare a supporto del regime di Bashar al-Assad, utile a ristabilire un forte peso strategico nel Mediterraneo. Mosca, infatti, aveva ottenuto in Siria una base navale strategica per il controllo del Mediterraneo e per i flussi di idrocarburi tra Medio Oriente ed Europa.

2022. Inizio della tentata invasione dell’Ucraina.

Ma una chiave decisiva del cambiamento nelle aree MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e Ue sta a Berlino, dove due cancellieri (col supporto francese da parte di Mitterrand fino al 1995 e di Chirac in seguito) combinarono più disastri di re Carlo in Francia e di Napoleone Bonaparte in Europa

Gerhard Schröder è stato cancelliere della Germania dal 27 ottobre 1998 al 22 novembre 2005. Il capo della SPD (sinistra) ha affidato a Putin quasi tutti gli acquisti (tedeschi e di parte della Ue) di gas e - in minor misura - di petrolio, permettendo così a Putin di arricchire la Russia, ovvero gli oligarchi e la popolazione della sola “Russia” propriamente detta, il resto della “Comunità degli Stati Indipendenti” rimase colonizzato come ai tempi dello zar e di Stalin. La comunità comprende nove delle quindici ex repubbliche sovietiche e inizialmente comprendeva anche Ucraina e Georgia, poi uscite.

Nel 2005, dopo aver avviato la costruzione del gasdotto Nord Stream che bypassava la Polonia e l’est Europa, un altro regalo a Gazprom, Schröder ha terminato il mandato ed è andato a dirigere parte della stessa Gazprom. Un’azione sfacciata e da galera? Mah!

Angela Merkel (CDU, destra), in politica estera ha proseguito con lucida demenza l’innamoramento di Schröder per gli idrocarburi siberiani. Ha accresciuto il flusso dell’immigrazione per dare carne per le fabbriche di auto tedesche. Ha mantenuto ottime corrispondenze di amorosi sensi con Iran, Russia e la Cina. Il Pil russo in quegli anni è cresciuto di oltre il 70 per cento. Lo stesso vale per la Cina, che imbastiva la sua Nuova Via della Seta con la Ue e l’Asia centrale dove giovani popoli sono in impetuosa crescita, grazie a Terre rare e idrocarburi. Germania e Francia mantengono con l’Iran, messo sotto osservazione dalle Nazioni Unite per gli impianti nucleari, una tutela soffice ma alquanto orrenda.

Poi qualche anima candida (meglio dire: nera) della stampa benpensante (meglio dire: mal pensante) si è sorpreso nel vedere i successi di AfD in Sassonia e non solo.

Nel frattempo, Putin - con la Cina - cominciava a imbastire i Brics, e a cercare di minare il dollaro. L’11 settembre 2001 - quali siano i suoi mandanti occulti, e anche se non ci sono - ha segnato la nuova era del caos mondiale.

Oggi Trump è solo, dopo che ha messo in crisi i rapporti con la Ue (invece di migliorarli, il che tra l’altro era possibile, perché la sinistra antiamericana era ridotta a brandelli ed espulsa dagli elettori europei, a parte la Spagna e poco altro, fino al recente ritorno dei Labour nel Regno Unito.
Ma anche Putin e Xi se la passano male. Anzi, diciamola tutta: anche il Vaticano è malato, politicamente e nella fede delle masse. Qualcuno predicò che “La rivoluzione non è un pranzo di gala”. Altri dicevano che la Guerra purifica tutto e tutti. Noi, che siamo pacifici per davvero (ovvero pacifisti veri, che consigliano di stare bene armati per non darla vinta ai vari tiranni) dovremmo capire meglio il quadro mondiale, in cui IA, social, Diritto Internazionale, sostituti ipnotici delle religioni, mala educazione e mancanza di un’etica di massa che non sia criminale, soffocano le belle chances di un cambiamento positivo.

Che è possibile perché, se il vecchio mondo è in frantumi, se ne può costruire un migliore, ma non più con rivoluzioni o guerre.

Aggiornato il 11 settembre 2026 alle ore 09:09