Choc a Roma: la sinistra che sguazza nella melma dell’antisemitismo
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Anpi, Cgil, Arci. C’è di tutto nella melma ideologica che sotto centinaia di sigle ieri pomeriggio si è esibita nel vergognoso sit-in di protesta contro il Ddl Antisemitismo davanti a Montecitorio. Lo definiscono “contenitore-bavaglio” perché, a detta loro, impedirebbe la libera critica nei confronti del governo di Israele e delle sue politiche. E come la melma appunto, impantana nella palude: la polemica è strumentale, non c’è nulla di più falso dato che il testo prevede espressamente che il contrasto all’antisemitismo avviene fermo restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero, oltre alla libertà di riunione ed associazione.

Ma volendo ammettere la legittimità della contestazione, una cosa è esprimere dissenso, un altro incitare all’odio razziale: se il Ddl vuol colpire l’antisemitismo e il tuo modo di contestarlo non è nel merito del contenuto ma inneggiando ai terroristi che nei loro statuti prevedono la cancellazione di Israele, l’unico motivo per cui stai manifestando è perché sei un antisemita che vuole sguazzare nell’impunità.

L’idea geniale di certa sinistra che strizza l’occhio per convenienza elettorale all’islamismo è stata infatti quella di manifestare contro un Ddl che punisce gli antisemiti sventolando bandiere di gruppi terroristici che vogliono sterminare gli ebrei. Insomma, o sono scemi o il Ddl funziona benissimo e ‘sti intolleranti li fa venire tutti a galla.

“Viva Hamas, Hezbollah, gloria eterna a Nasrallah”, il coro goliardico rubato ad un ospite de “La Zanzara” e utilizzato nel contesto meno adatto di tutti. Un autogol clamoroso. Urlare roba del genere, con così tanto fervore, è un chiaro indice di dissonanza cognitiva: il sonno della ragione, offuscata dall’ideologia, genera mostri.

Di recente Stefano Bonaccini, eurodeputato, ex governatore dell’Emilia-Romagna e presidente del Partito democratico che si è riscoperto personaggio mediatico e ha iniziato a spararne una al giorno, dopo averci lasciato in vacanza con una assurda teoria secondo cui all’Italia serva l’immigrazione unicamente per avere manodopera (inevitabilmente a basso costo) da impiegare in agricoltura – strana idea che per la sua illogicità sembrava tanto un elogio della schiavitù – ha spiegato apertis verbis una convinzione antropologica che alberga a sinistra da sempre: chi vota a destra è un ignorante. Il reiterato utilizzo di questo schema fisso di spicciolo elitismo serve solo a colmare il vuoto di idee: quando mancano programmi concreti per il futuro ci si rifugia nella retorica della superiorità, liquidando chiunque non sia allineato come culturalmente inferiore.

Infatti, l’unica analisi politica che fanno rispetto alle sistematiche tranvate che subiscono nelle urne di tutta Europa è quella di accusare di ignoranza e povertà l’elettorato che li boccia; si divertono ad accusare di nazismo AfD che ha appena vinto con voto plebiscitario in Sassonia decretando il ritorno del dissenso europeo verso vent’anni di politiche immigrazioniste folli e politica sociale abbandonata e sacrificata sull’altare del woke e di esasperate storture che qualcuno vuole a tutti costi far rientrare nel calderone dei “diritti civili”; e son convinti che gli elettori di Vannacci siano inferiori ai loro. E come la dimostra la sinistra questa superiorità? Organizza un sit-in davanti la Camera dei deputati per protestare contro il Ddl Antisemitismo (ritenuto poco liberale) sventolando le bandiere dei terroristi. E sarebbero questi quelli con alto livello di scolarizzazione? I figliocci dei partigiani italiani che partecipano a manifestazioni antisemite? Auguri.

La legge italiana punisce chi fa propaganda, esaltazione o istigazione pubblica a favore di organizzazioni terroristiche e dei loro metodi violenti. Ovviamente certi invasati questa ovvietà la trascurano; o peggio, se ne fregano ed invocano la legge solo quando qualche disadattato – che di fregarsene, sì che se ne frega: non so se ben mi spiego! – alza il braccio destro. Ovviamente è solo una scusa di facciata: che siano in realtà intolleranti antisemiti lo raccontano i video circolati sul web.

Perché questi partecipanti inneggiavano ad Hamas ed Hezbollah? E Avs e 5stelle che con questa marmaglia condividevano la piazza, condividono gli slogan? L’antisemitismo non è latente, è dilagante; non è strisciante, è in piedi alla luce del sole. E che siano donne ad urlare “Viva Hamas e gloria eterna a Nasrallah”, rende il tutto ancora più preoccupante: a queste femministe nostrane non frega nulla della condizione della donna palestinese.

Non è deficienza naturale, è una deficienza indotta, mediata, coltivata. Spero non insegnino, che non siano educatrici e che non possano far danno alle menti dei giovani nelle scuole e nei luoghi della cultura, dove già troppo spesso si fa ideologia spicciola e moralizzazione a corrente alternata, estraniando dal racconto la complessità del mondo e delle vicende geopolitiche.

Un consiglio alle signore in prima fila entusiaste e soddisfatte del coro della vergogna, prima che la procura faccia il suo dovere: ma se vi piacciono tanto, voi che per comportamento concludente rivendicate il vostro ruolo di Karen di quel regime teocratico che ha appena condannato le gemelle Rahimi per aver manifestato a favore della libertà, e che in queste settimane in Iran sta condannando a morte tanti altri giovani delle rivolte dello scorso inverno, perché non andate in Libano e a Gaza, lì dove questi tagliagole operano?

E magari portatevi dietro gli altri manifestanti presenti, la folla imbonita ed imbevuta che ascolta e sta lì, rimane e non fa nulla. Anche loro se ne fregano.

Noi, però, ci preoccupiamo della deriva antisemita della sinistra che ha stretto un patto di ferro col radicalismo islamico. Questo è il tema dei prossimi mesi in tutta Europa: un pericolo vero. Altro che Afd.

Aggiornato il 10 settembre 2026 alle ore 11:02