Ma quanti disturbati mentali ci sono in Europa? E perché gli attacchi con automobili, coltelli e quant’altro contro persone inermi (ma sempre di razza bianca) sono commessi perlopiù da disturbati mentali, o con molta leggerezza definiti tali, immigrati o figli di immigrati extra-europei? A caldo è la domanda che mi pongo, e credo di non essere il solo, dopo l’ennesimo assalto a coltello, a Parigi questa volta, da parte dell’ennesimo ‘squilibrato’ che attribuiva alla richiesta di Allah il suo gesto.
Quella di squilibrato è stata (come sempre, o quasi) la prima definizione che le autorità francesi si sono affrettate ad assegnare al criminale, sicuramente insano di mente, ma come non può che essere un tizio che si alza la mattina per andare ad accoltellare tre donne sconosciute, di cui una incinta. Ma il valore della qualifica si ferma qui. Altrimenti, non si comprende perché un instabile mentale non si lanci mai contro un militare armato di mitra, che possa falciarlo senza pietà, o contro un gruppo di immigrati musulmani. Invece, il problema delle autorità europee è sempre ed esclusivamente quello di evitare di associare questi criminali all’immigrazione, poi il resto è problema di chi ci rimette la vita o sta per rimettercela. E poco conta.
Colpisce che tra gli squilibrati, perlomeno da lungo tempo a questa parte, autori di efferati gesti del genere non sia stato inserito il ventunenne di origini libanesi che a Berlino ha lanciato il proprio furgone su un gruppo che aveva partecipato al Gay Pride, ammazzando una donna e ferendo altre ventinove persone. Non solo. Neanche si è levata una protesta di fronte alla conseguente azione di polizia che si è conclusa con l’eliminazione del criminale. Dal che si deduce che per non ‘ guadagnare’ la qualifica di ‘squilibrato’ si deve avere come obiettivo chi piace all’establishment, in particolare di sinistra. Com’è il caso di chi partecipa ai Gay Pride, che c’entrano sempre di meno poi con gli omosessuali, ma questo è un altro discorso.
Non essendo parte di tali categorie, la povera Monica Esposito è morta quasi nel silenzio generale, soprattutto mediatico. Ad averla investita, un paio di mesi fa a Modena, era stato un marocchino che ferì altre otto persone con il suo mezzo lanciato contro un gruppo (esattamente come a Berlino). Addirittura, non si sa come stanno i quattro feriti gravi. L’importante, per le autorità come per i mass media, è sopire, troncare, nascondere la verità. Ma fino a quando si potrà sopportare tutto ciò?
Aggiornato il 28 luglio 2026 alle ore 09:30
