Non hanno capito

Con sincerità, da liberali, s’è sostenuta, durante gli scorsi comizi elettorali, la destra per tanti motivi, ma anche perché la sinistra, in Italia, aveva costruito un’egemonia di potere che aveva svuotato, quasi completamente, la democrazia. Il Partito democratico non vinceva le elezioni, ma, con vari ribaltoni, si ritrovava sempre al potere. E, più che scelte di programma, imponeva sempre gli stessi assetti di dominio. In un’Italia dove le indagini sociologiche dimostravano maggioritaria una borghesia impiegatizia, più che produttiva, omnipervasiva, la si opprimeva sempre di tributi, criminalizzando ogni opposizione conservatrice con un fantasma: il “fascismo”. Era evocato in sedute storico-spiritiche televisive, al momento opportuno. Noi, liberali, a questo punto, abbiamo contribuito a smascherare il gioco. Questo è stato il nostro contributo alla vittoria della destra, del governo conservatore d’una democrazia liberale.

La fortuna, allora, parrebbe aver favorito la sinistra. Questa destra deve governare la nazione nel pieno della peggiore crisi economico-sociale abbattutasi sull’Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale, scatenata prima da una pandemia, e poi da una guerra nel cuore del continente. Ciò mentre la stessa Europa è al centro d’una crisi climatica, generata da secoli di rivoluzione industriale, in gran parte basata sull’uso smodato di combustibili fossili. In questo momento, si aprono le danze, in Italia, per il congresso del maggiore partito della sinistra, il Partito democratico. Come si aprono, però. In esso nessuno sa sfruttare l’opposizione, neppure con bassa demagogia. Non per civismo, si badi bene, ma poiché non ha un’idea, che sia un’idea, su uno straccio di programma. Allora prende le candidature cercando di ricucire le lacerate membra dell’egemonia di potere squinternata da Giorgia Meloni: le cooperative rosse, gli enti culturali in mano a suoi vassalli, i valvassini di varie agenzie sociali.

Insomma, tutti coloro che la nazione ha buttato a mare, votando la destra, e non vuole ripescare. L’Italia considera criminali gli scafisti, e desidera approdino altrove le Ong.