Ciak, Azione!

I musicanti di Brema hanno terminato il teatrino con il canto del gallo. Niente di nuovo neanche in questa alba rossa a dispetto dell’“area alternativa ai tradizionali schieramenti”.

Il minestrone fumante era già pronto da giorni, mancavano alcuni ingredienti ma la ricetta si conosceva da un pezzo, anzi, un pezzettone. Carlo Calenda termina il suo show: l’accozzaglia rossa. Altro che terzo polo d’Egitto, una stretta di mano al grido di Pd! E sipario (rosso anche questo). Gettata la maschera e recitato il canovaccio del protagonista di questa campagna elettorale fulminea, il libro cuore dell’ex interprete di Enrico Bottini ha trovato posto nello scaffale delle vecchie botteghe (oscure).

Smagnetizzata la calamita della storia delle anime centriste, il soggetto politico messo in piedi da Calenda è una stampella di un ospedale con parecchi mutilati, politici s’intende. Luigi Di Maio, of course. Evergreen e Sinistra italiana, intanto, non devono aver respirato aria buona, infatti puntano i piedi e si tirano fuori dallammucchiata mostrando segni di soffocamento. Per Nicola Fratoianni (Si), “l’accordo tra Pd e Azione/+Europa è legittimo ma non vincolante sul tema programmatico”. Non piace il richiamo al Governo Draghi, che vedeva Si e Verdi all’opposizione, e diversi passaggi, come quello sul via libera ai rigassificatori. Un chiarimento è in programma a breve: Letta incontrerà Fratoianni e Angelo Bonelli (Verdi) al Nazareno.  

Antonio Tajani ci va giù duro: “Azione getta la maschera. È la quinta colonna del Partito Democratico e della sinistra”. Il coordinatore nazionale di Forza Italia è andato dritto al punto e ha smontato le parole propinate fino a questo momento da Calenda: “Altro che progetto per creare un nuovo centro, altro che Governo Draghi, semplicemente al servizio di chi vuole la patrimoniale per qualche posto in più”.

L’inciucio tra Partito Democratico e Azione fa chiarezza su quelle che saranno veramente le forze in campo domenica 25 settembre. La pensa così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia: “A misurarsi con il centrodestra e FdI ci sarà la solita sinistra. Il Pd, la sinistra estrema e Azione, la costola del Pd presieduta dall’europarlamentare eletto nel Pd, Carlo Calenda. Finisce la storiella di Azione partito moderato, alternativo alla sinistra tutta tasse, assistenzialismo e nemica del ceto produttivo”.

Il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha rivolto un in bocca al lupo (ovviamente ironico) a quella che ha definito essere una “nuova ammucchiata”. Un minestrone di cui fa parte pure il leader di Azione, “che non ha mai messo il naso fuori da una Ztl”. E mentre Calenda gira il mestolo nel pentolone, sui social le reazioni dopo l’intesa con Enrico Letta hanno l’effetto della maionese impazzita: da “vai Batman dei Parioli” a “che vergogna” fino a un eloquente “vomito”. La pietanza è servita. Potrebbe risultare indigesta a Matteo Renzi che a questa tavola apparecchiata non pare voglia sedersi. Mangiare da solo è triste, si rischia il digiuno.