Silvio Berlusconi, un salto nelle radici antiche del liberalismo

Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Reddito di cittadinanza? Situazioni di povertà che il reddito finalmente è andato a contrastare”. Secondo quanto commentato da qualcuno, naturalmente ognuno ha le sue idee, ma egli le dovrebbe spiegare agli elettori i quali, negli anni, hanno votato Forza Italia convinti di sostenere un “Partito Liberale”. È il caso di spiegare a coloro i quali insistono su una equazione fra liberalismo e capitalismo quanto siano fuori strada, anche e soprattutto col liberalismo di destra.

A un Congresso liberale dei tempi passati mandò un messaggio Riccardo Bacchelli, col ricordo del liberalismo di suo padre, docente di Diritto romano nell’Ateneo felsineo, a cui lui restò sempre fedele con amore filiale. Il giure è la grande invenzione socio-culturale di Roma, la determinazione di diritti riconosciuti agli esseri umani per garantire loro una vita degna. Tutta la storia socio-politica di Roma antica, da Romolo col diritto d’asilo a ricercati accorsi a contribuire alla fondazione della città, alla determinazione scritta dei diritti in dodici tavole di bronzo apposte nel foro, sino agli editti pretori, e via via alla codificazione teodosiana prima e giustinianea poi, è un continuo rivendicare diritti da una parte e contrastarne la concessione dall’altra. E questa modalità di confronto e scontro politico continuò e continua sino a oggi.

Ora la definizione romanistica della libertà è la facoltà di fare quanto aggrada, salvo non sia proibito dalla forza o dal giure. La forza è una restrizione della libertà diversa dal diritto: il diritto determina i poteri della volontà proteggendoli, con la propria sanzione, dalla cieca forza della necessità. E la povertà è una violenta mancanza di libertà, l’impossibilità di esercitare poteri della volontà in fattori determinanti, come l’alimentazione, l’istruzione, le cure mediche ed altro. La storia d’antiche battaglie d’un reddito riconosciuto al cittadino romano andarono dalle lotte per la redistribuzione delle terre pubbliche, vedi la vicenda dei Gracchi, alle distribuzioni di grano ed altre derrate, oggetto di scontri tra il Partito degli azzurri, i miserabili, e dei verdi all’ippodromo di Costantinopoli. In gioco sempre la libertà dal bisogno, il nucleo romano del liberalismo antico.