L’Antimafia deciderà preventivamente sui candidati alle future Amministrative?

Come in Iran: i candidati alle elezioni amministrative in Italia devono venire esaminati preventivamente. Non per sapere se sono degni di fede, secondo i canoni della religione islamica come nel regime degli ayatollah, ma per essere sicuri che incarnino il verbo spesso ambiguo dell’Antimafia dei professionisti, quella che trova spesso i propri officianti nell’omonima Commissione parlamentare, pro tempore presieduta dal grillino duro e puro – e messo ai margini dallo stesso movimento dopo il rifiuto di votare la fiducia al governo di Mario Draghi – Nicola Morra. Lo stesso che ha rivelato in tv di essere stato messo a parte, da Piercamillo Davigo, di quel che bolliva in pentola a Milano nell’indagine su Piero Amara e sulla Loggia Ungheria. Cioè proprio quella di cui avrebbero dovuto far parte notissimi magistrati italiani, tra cui – la maledizione delle coincidenze – anche alcuni noti nomi di pm Antimafia, che peraltro hanno sempre smentito sdegnosamente le accuse bollandole, forse giustamente, come calunnie vere e proprie. Sebbene propalate e sponsorizzate di fatto da altri loro colleghi.

Ma l’autore della pensata illiberale – sembra quasi impossibile crederlo – stavolta non è Morra, che pure godrà come un riccio delle future polemiche e probabilmente monterà in cattedra in qualche talk show di mezza estate, bensì un suo conterraneo: Roberto Occhiuto, parlamentare di Forza Italia (partito che ha sempre combattuto la politica del sospetto prendendosi in faccia gli sputi dei manettari), è anche candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria. Sarebbe stato proprio lui, secondo Affaritaliani.it, ad aver avanzato la proposta. Con parole veementi: “La ’ndrangheta fa schifo, e fa schifo ai calabresi. La ’ndrangheta ha disonorato la Calabria e non permetteremo che disonori il prossimo Governo regionale… sto lavorando in Parlamento per modificare la legge istitutiva della Commissione Antimafia. Ho proposto alla relatrice del Decreto semplificazioni di presentare un emendamento che dia la possibilità alla stessa Commissione di analizzare le liste prime che si presentino”.

Secondo Occhiuto, la Commissione già svolgerebbe questo lavoro ma “solo dopo la presentazione delle candidature, e dando i risultati ad una settimana dal voto e quindi negando la possibilità di sostituire gli eventuali impresentabili. Io invece voglio tenere l’asticella altissima, voglio che le mie liste siano inattaccabili e voglio che nelle mie liste ci siano persone che vogliano dare un contributo alla Calabria”.

Come se già non bastasse la follia e lo scandalo delle interdittive Antimafia che stanno distruggendo sempre e solo sulla base della cultura del sospetto e senza nemmeno uno straccio di processo un’intera economia – quella del Mezzogiorno – adesso da Forza Italia viene la proposta di commissariare preventivamente la Calabria. Con candidati scelti dalla Commissione Antimafia, che – per giunta – è pure presieduta da un grillino vagamente ideologizzato con tendenza para forcaiola. In pratica, Morra (ma a pensarci anche la temibilissima magistratura locale) avrebbe trovato proprio in Forza Italia quello “più puro che li epura”. Roba da non crederci.

O forse in Calabria i politici, gli amministratori locali e persino gli stessi magistrati hanno un senso di colpa così parossistico – a causa della ’ndrangheta – da essere indotti ad autoflagellazioni preventive anche a spese dello Stato di diritto?

Ai posteri l’ardua sentenza. Ammesso che fenomeni come questi meritino la menzione della storia e non quella di possibili studi psicanalitici sugli ultimi trent’anni di vita italiana, caratterizzati dall’autodistruzione organizzata della politica e degli altri poteri dello Stato.