Gli psicotici della prescrizione

Le motivazioni della sentenza che ha dichiarato la illegittimità costituzionale della norma che sospendeva il decorso della prescrizione per esigenze organizzative degli Uffici giudiziari sono chiare: quella norma urtava il principio di legalità e doveva essere cancellata.

Fin qui, tutto chiaro. È accaduto spesso, e capiterà ancora, che la Corte costituzionale intervenga per eliminare le tensioni tra la legge e i principi fondamentali del sistema. Nel caso di cui parlo, tuttavia, c’è un profilo molto interessante, addirittura unico: un profilo di rilievo psico-analitico che non può essere trascurato. In quel Governo, e non solo in Alfonso Bonafede, albergava una sorta di psicosi della prescrizione, una prescrizionefobia tutta da approfondire.

Ci sono persone che tremano al solo pensiero dei ragni; altre che soffrono di vertigini e, poi, ci sono loro: gli psicotici della prescrizione, quelli per i quali potrebbe cascare il mondo ma la prescrizione no, quella proprio no. Mi sono chiesto quale sia la causa di una fobia di cotanta portata, le cui implicazioni, ancora inesplorate, generano l’oblio dei sacri principi del sistema. Me lo sono chiesto più volte, sempre invano, fino a quando una luce ha illuminato i miei pensieri, inducendomi a dire: je tiens l’affaire!

Qual è l’affaire? Non lo sanno. Semplicemente, non lo sanno. Come tutto il resto, insomma.

Aggiornato il 07 luglio 2021 alle ore 09:36