Roma: biglietto vincente?

Un ticket per Roma, con il candidato sindaco Enrico Michetti fortemente voluto da Giorgia Meloni, e una vice, Simonetta Matone, che stuzzicava da giorni i palati piuttosto arricciati di Forza Italia e Lega. Bisognerà vedere se poi l’acquolina in bocca verrà anche all’elettorato. Ma questa è un’altra storia, da collezione autunno-inverno.

Il centrodestra chiude la partita per l’Urbe grazie a un vertice arrivato dopo giorni di tensioni, ripensamenti, perplessità. Poi l’azzurro, che anche in chiave di Europei alle porte non guasta.

Ecco dunque Enrico Michetti, sponsorizzato da Fratelli d’Italia e per mesi tribuno sulle frequenze di Radio Radio. Voce conosciuta nell’etere capitolino quella dell’avvocato Michetti, meno comunque della popolarità raggiunta da Simonetta Matone (fortemente voluta da Matteo Salvini), magistrato dal curriculum indiscusso e spesso presente anche sui teleschermi della Rai. Michetti a caldo auspica un ritorno di Roma “Caput Mundi”. Anche i romani, aggiungiamo noi, dopo anni di bus flambé, cinghiali che scorrazzano allegramente, alberi in caduta libera o potati alla come viene, strade navigabili, voragini tipo schianto di meteoriti e gestione raccolta e smaltimento rifiuti da crocifissione in sala mensa.

Forse i ruoli delle candidature andavano invertiti se proprio si doveva guardare a cv e audience, ma la partita l’hanno chiusa gli accordi di partito. A questo proposito Salvini ha sottolineato il fatto che ai cittadini si propone “non solo un sindaco ma una squadra” che avrà bisogno di “un centinaio di persone”, compresi i candidati nei Municipi, dove “con emozione la Lega presenterà per la prima volta il proprio simbolo”: sui candidati mini-sindaci e sugli assessori il partito di via Bellerio avanzerà sicuramente le sue pretese.

Risolta la patata bollente di Roma, per il centrodestra le grane non sono finite: la settimana che viene bisognerà trovare la quadra su Milano e Bologna. A Roma intanto c’è l’azzurro.