L’utopia di una società senza virus

In tutte le dittature ci sono elementi di idiozia allo stato puro che, nel corso del tempo, si consolidano nella testa dei cittadini-sudditi come cose assolutamente ragionevoli. In tal senso, nell’ambito della nostra agghiacciante dittatura sanitaria, immagino che la gran parte degli acritici sostenitori delle chiusure a oltranza abbia apprezzato l’indagine a tappeto che, alcuni giorni orsono, i Nas hanno realizzato presso i supermercati del Paese, con lo scopo di scovare il Sars-Cov-2. Tutto ciò, al pari della sempre più inutile e costosa opera di tracciamento del virus a mezzo dei tamponi, costituisce un preclaro esempio di stupidità eletta a sistema, in quanto si parte dall’obiettivo oramai irraggiungibile di eliminare del tutto il virus dal nostro ambiente naturale. Stiamo parlando di un agente patogeno appartenente ad una sottofamiglia di virus, il cui primo caso scoperto risale al 1912, il quale muta molto rapidamente e, analogamente a tutti gli altri suoi simili già individuati, non scompare ma, come ha spiegato più volte il professor Alberto Zangrillo, dà luogo al fenomeno del coadattamento, diventando di fatto meno letale.

Ma non basta. Nel merito della summenzionata, mastodontica operazione dei Nas, con circa mille supermercati passati al setaccio, tutte le agenzie di stampa hanno evidenziato la presenza di tracce del virus in soli 18 casi riconducibili a carrelli e cestini, tastiere per il pagamento bancomat e Pos, tasti delle bilance e persino nei dispositivi salva-tempo per la lettura automatica dei prodotti. Ora, tralasciando alcuni studi scientifici che dimostrerebbero innocue le medesime tracce di Coronavirus sugli oggetti, cosa accadrà nella mente di chi gestisce la dittatura sanitaria, dopo questa “sconvolgente” scoperta secondo la quale, seppur in pochissimi casi, anche nei supermercati il virus è vivo e lotta contro di noi? È probabile che questi cervelli impagabili inaspriscano i già demenziali protocolli, magari ripristinando l’obbligo per gli inutili guanti e costringendo i disgraziati operatori a sanificare ambienti e oggetti ad ogni passaggio di cliente.

Inoltre, ed in questo si capisce ancor meglio l’idiozia di simili operazioni ispirate dal soviet supremo sanitario, le persone che fanno la spesa non toccano solo gli oggetti sopradescritti, ma mettono ovviamente le mani sulla miriade di prodotti in vendita esposti. E dunque, che facciamo, sanifichiamo ogni articolo, utilizzando poi guanti usa e getta per ogni scomparto, trasformando la spesa quotidiana in una sorta di caccia al tesoro?

Infine, proseguendo nella guerra senza quartiere al virus, dovremmo anche adottare provvedimenti restrittivi per le maniglie dei nostri portoni condominiali, dal momento che per entrare ed uscire di casa siamo costretti a toccarle. Ma è meglio fermarsi qui, perché l’elenco degli oggetti di uso comune che in una società complessa risulta impossibile eliminare, o sanificare costantemente, sarebbe lunghissimo. Resta comunque il fatto che continuando ad alimentare l’isteria collettiva con operazioni inutili e perciò dannose, dando l’idea che il virus sia così pericoloso da uccidere al semplice contatto, da questo marasma di follia sanitaria non ne usciamo più.