Monti fa concorrenza a Beppe Grillo

Una volta la parola d'ordine era "spezzeremo le reni alla Grecia". Adesso che i propositi bellicosi sono per fortuna passati, la nuova parola d'ordine è "consoliamoci con la Grecia". Lì, ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Monti, i suicidi per la crisi economica sono stati 1.725. Da noi appena una trentina. Vuoi mettere la differenza!

Insomma, il messaggio che da Palazzo Chigi vola verso il paese è che non ci si deve lamentare se la benzina sfiora i due euro al litro, l'Imu si rivela non una patrimoniale una tantum ma una bastonata pesantissima una semper e la pressione fiscale reale si mangia quasi il sessanta per cento dei redditi. Basta pensare alla Grecia, che ha licenziato migliaia e migliaia di dipendenti pubblici ed ha celebrato i funerali di 1.725 disgraziati che non hanno retto il peso della recessione. E riconsolarsi pensando alle rovine del Partenone.

Se fosse questo l'unico messaggio che il governo tecnico manda agli italiani per tenerli buoni e convincerli a sopportare la prospettiva di andare avanti con lacrime e sangue per tutti gli anni che serviranno per realizzare l'austerità richiesta dal pareggio di bilancio, non ci sarebbe granché da stupirsi. Il nostro rimane nel fondo un paese cattolico. E per secoli i nostri antenati sono andati avanti recitando tutte le sere la preghiera del "Gesù, non peggio". 

Il dramma è che accanto a questo messaggio il governo dei tecnici austeri lancia un altro segnale al paese. Quello secondo cui, per meglio riconsolarsi con la Grecia, bisogna scaricare la rabbia che viene compressa incazzandosi con la governance (così l'ha chiamata Mario Monti tanto per ribadire che, oltre a ragionare in tedesco, parla perfettamente l'inglese) che non funziona.

Ora, può sembrare buffo che il capo del governo inviti il paese a scaricare la propria rabbia sulla governance che non funziona. Ma la faccenda non ha nulla di ridicolo. Semmai, sia pure con la sua bizzarria, appare decisamente inquietante. Sia perché con la sua performance (così a Palazzo Chigi capiscono meglio) ha chiesto agli italiani di prendersela con quella classe politica e quei partiti che in Parlamento sorreggono il suo governo. Sia perché il Presidente del Consiglio si è guardato bene dall'indicare un qualche rimedio alla malattia denunciata, lasciando così intendere che l'unica governance buona è quella rappresentata da se stesso e dal suo governo di tecnici.

Insomma, in un colpo solo Monti si è candidato ad essere il leader del movimento dell'antipolitica e del populismo che impazza nel paese e si è posto come l'unica alternativa, non solo ai partiti che lo tengono in piedi per pagare il prezzo delle loro responsabilità, ma anche di tutti quelli che si propongono di distruggere una volta per tutte il sistema della corruzione e del malaffare imperante.

Monti come l'unico e vero "competitor "di Beppe Grillo, allora? Può sembrare strano. Ma sembra proprio così. Con la differenza che mentre Grillo fa ancora ridere, il suo antagonista fa decisamente piangere. A dispetto del "riconsoliamoci con la Grecia" e del "Gesù, non peggio!".

Aggiornato il 09 aprile 2017 alle ore 01:04:29