Confedilizia: la casa riduce le disuguaglianze
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Tra i redditi più bassi crescono i proprietari di immobili. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Confedilizia sulla base dei dati di Banca d’Italia, Istat e Agenzia delle entrate. L’analisi porta a una conclusione inattesa rispetto al dibattito pubblico sulla distribuzione della ricchezza in Italia. Mentre la discussione è incentrata sul crescente divario patrimoniale e sulla ricchezza delle fasce più abbienti, l’analisi dell’intera distribuzione patrimoniale mostra un dato inatteso: tra il 2019 e il 2025, la metà meno ricca delle famiglie italiane ha registrato una crescita patrimoniale superiore a quella registrata dalla maggior parte delle altre fasce della popolazione. Il patrimonio della metà meno abbiente è aumentato del 19,4 per cento, a fronte di una crescita della ricchezza mediana del 9,5 per cento, con un incremento superiore anche all’inflazione. Gli aumenti più rilevanti si osservano nel primo quintile (+38,2 per cento) e nel secondo (+26,1 per cento).

Parallelamente, è cresciuta soprattutto nelle fasce a reddito più basso la diffusione della proprietà dell’abitazione: nel primo quintile di reddito la quota di proprietari è passata dal 54,2 per cento al 60,8 per cento. Lo studio evidenzia come, per il ceto medio-basso, la casa rappresenti non una rendita, ma il principale strumento di costruzione del patrimonio familiare. Come sottolinea il presidente della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, “questi dati smentiscono molti luoghi comuni sulla proprietà immobiliare. La casa non è il bene dei ricchi: per milioni di famiglie italiane, e soprattutto per quelle con minori disponibilità economiche, è il principale patrimonio costruito nel corso della vita. E lo studio mostra che la diffusione della proprietà ha contribuito a ridurre, non ad aumentare, le distanze patrimoniali. È un dato di cui dovrebbe tenere conto chi continua a considerare la proprietà immobiliare come una rendita da tassare o da limitare”.

Aggiornato il 08 settembre 2026 alle ore 15:53