La transizione energetica è un processo che va perseguito con gradualità: in caso contrario si rischiano dei contraccolpi. In un Focus dell’Istituto Bruno Leoni, Giulio Tombacco racconta il caso inglese e il relativo divieto di immatricolazione di auto a combustione interna dal 2030: “La transizione non si impone per decreto. La lezione britannica sul divieto di auto a combustione interna”. Spiega Tombacco: “Questa politica rischia di comprimere la libertà di scegliere, rimpiazzando i meccanismi del mercato, che già stavano guidando la transizione verso l’elettrico”. Per esempio, “l’auto elettrica funziona molto meglio per chi può ricaricarla a casa, dispone di un posto auto privato e può sostenere un costo iniziale più elevato.
Ma questa non è la situazione di tutti. Nella regione di Greater London solo il 44 per cento delle abitazioni dispone di parcheggio privato fuori strada; inoltre, appena il 16 per cento delle case ha accesso a un punto di ricarica sul posto o nelle vicinanze, mentre l’84,2 per cento non ha accesso a un punto di ricarica sul posto o entro 100 metri”. Oltre alle spese per l’adeguamento delle reti e delle infrastrutture di ricarica, il Tesoro dovrà compensare il mancato gettito delle imposte sui carburanti: “Dal 2028, le auto elettriche dovrebbero pagare 3 pence per miglio, mentre le ibride plug-in 1,5 pence per miglio”.
(*) Giulio Tombacco Frequenta l’Ardingly College nel Regno Unito
(**) Tratto da Ibl
Aggiornato il 18 giugno 2026 alle ore 10:54
