In merito all’euro digitale, Giancarlo Giorgetti punta sulla tutela dei piccoli esercenti. In sessione pubblica all’Ecofin (Consiglio Economia e Finanza dell’Ue), il ministro dell’Economia sottolinea che, “pur riconoscendo che il compromesso raggiunto garantisce agli esercenti un livello di onerosità per l’accettazione dei pagamenti in euro digitale inferiore rispetto alle commissioni attualmente previste per i pagamenti con carta, l’Italia continua a credere che la proposta debba tutelare maggiormente i piccoli esercenti e limitare l’impatto che le commissioni potrebbero avere sulle transazioni di importo limitato. Ciò aiuterebbe sia la diffusione dell’euro digitale sia la continua digitalizzazione dell’economia europea”. Sul negoziato ulteriore sull’euro digitale, Giorgetti rimarca. “Confermiamo il nostro impegno a offrire un contributo concreto anche nelle fasi successive del negoziato di trilogo con l’obiettivo di contenere i costi di accettazione dell’euro digitale e renderlo ancora più attrattivo per i piccoli esercenti”.
Il ministro afferma che “l’Italia ribadisce il sostegno al rafforzamento della moneta unica e il raggiungimento di un accordo in Consiglio sulla proposta di regolamento in materia di euro digitale e in particolare su tutto il single currency package con cui verrà preservato l’accesso l’accettazione del contante nei pagamenti al dettaglio e si rafforzerà il ruolo dell’euro nell’era digitale attraverso l’introduzione di una valuta digitale di banca centrale e in un contesto geopolitico in rapido cambiamento l’euro digitale assicurerà l’autonomia strategica nel settore dei pagamenti in Europa ne aumenterà l’innovatività e renderà più competitivo l’euro nei confronti delle altre valute internazionali tra le principali priorità strategiche esaminate durante le negoziato un modello di remunerazione equilibrato e elemento necessario per il successo dell’euro digitale”.
Nel corso dello stesso incontro, Giorgetti sottolinea che affidare oggi all’Esma la vigilanza diretta sui mercati finanziari europei è “in qualche modo prematuro”. L’European Securities and Markets Authority è l’autorità di regolamentazione e vigilanza dei mercati finanziari dell’Unione europea, con sede a Parigi. Per il ministro, “questo pacchetto è di grande portata, tecnicamente e politicamente complesso. Merita una valutazione attenta da entrambe le parti e per questo ritengo necessario costruire un percorso ordinato con discussioni tecniche accompagnate da verifiche politiche regolari per compiere progressi concreti verso questo obiettivo”. Secondo Giorgetti, “la vigilanza diretta è oggi in qualche modo prematura”, perché “l’Esma ha un’esperienza limitata nella vigilanza diretta dei diversi ambiti e non ha ancora sviluppato la capacità operativa necessaria per svolgere tale ruolo”. Inoltre, ha aggiunto, “è fondamentale mantenere un certo grado di prossimità alle attività sottoposte a vigilanza, affinché la vigilanza stessa sia efficace”. Il ministro richiama il nodo della gestione delle crisi: “La gestione di eventuali crisi continuerebbe a essere affrontata a livello nazionale” e “non disponiamo né di una infrastruttura europea per la gestione delle crisi, né di una rete di sicurezza comune europea”. Per questo, sottolinea, “una vigilanza diretta a livello europeo dovrebbe andare di pari passo con un meccanismo di salvaguardia comune a livello europeo che possa intervenire nell’ipotesi in cui tale vigilanza fallisca”.
Servirà “realizzare un mercato integrato europeo attraverso un meccanismo giuridico di cooperazione e di coordinamento molto più solido e vincolante”, sottolinea, sia “in senso verticale tra autorità di vigilanza europee e nazionali” sia “in senso orizzontale, ossia tra le autorità nazionali dei diversi Stati membri e tra le diverse autorità di vigilanza europee”. Il ministro riconosce che “il pacchetto della Commissione va nella giusta direzione, rafforzando la governance dell’Esma e introducendo un Consiglio esecutivo efficace, le cui funzioni e poteri dovranno essere discussi”. Giorgetti sostiene “il confronto su come la convergenza della vigilanza e la cooperazione tra le autorità nazionali ed europee debbano essere potenziate attraverso meccanismi vincolanti per la condivisione delle informazioni, la supervisione quotidiana e la risoluzione delle controversie”.
Aggiornato il 12 dicembre 2025 alle ore 13:09
