A Gardaland le giostre chiudono prima, manca personale

Il gioco non è bello, se dura poco. È quanto accaduto ad alcune attrazioni di Gardaland, il parco divertimenti nato nel 1975 da una idea di Livio Furini. Quasi 50 anni dopo quella intuizione, ecco la decisione di anticipare alle 19, invece che alle 23, lo stop di alcune giostre.

Per rendersi meglio conto della situazione, basta dare uno sguardo alla pagina Facebook della struttura. Un utente scrive: “Ho acquistato 3 biglietti con l’intenzione di venire nei prossimi giorni. Ora scopro dalla stampa che il parco di fatto chiude comunque alle 19 anziché alle 23 come dichiarato, visto l’alto numero di attrazioni che chiudono a quell’ora. Gardaland come si fa per avere rimborso?”. Immediata la risposta: “Siamo estremamente dispiaciuti per la delusione causata da questa situazione che è temporanea e che contiamo di risolvere al più presto. Purtroppo, siamo costretti a ridurre gli orari di apertura di alcune nostre attività a causa di eventi esterni ed indipendenti dalla nostra volontà, quali la forte carenza di lavoratori stagionali che sta sperimentando il settore turistico”.

Conferma che arriva pure da Sabrina De Carvalho, amministratrice delegata di Gardaland: “Stiamo continuando ad assumere e attivando tutti gli strumenti per integrare il personale ancora mancante. Mano a mano che si procederà con il recruiting e si raggiungerà il numero necessario di addetti, apriremo progressivamente le attrazioni chiuse per permettere ai nostri visitatori di godere, al massimo, le giornate al Parco. Durante l’orario diurno tutte le attrazioni del Parco sono sempre state e continuano a restare aperte… con l’estensione dell’apertura del Parco fino alle 23, solo alcune attrazioni del Parco saranno temporaneamente chiuse dopo le 19 a causa delle difficoltà che Gardaland, come tutto il settore del turismo, sta riscontrando nella ricerca di personale da assumere per la stagione estiva”.

Non solo camerieri, quindi: in generale il comparto turistico sta soffrendo la carenza di materiale umano in vista della stagione estiva. Peraltro, meno di un mese fa lo stesso ministro Massimo Garavaglia segnala che “c’è qualcosa che non va di molto serio nel mercato del lavoro. Qualche soluzione andrà trovata nell’immediato”. Così, in questo quadro a tinte fosche, non esce dalla palude nemmeno il settore dei parchi divertimento, all’interno di un trend complessivo, che – secondo le associazioni di categoria – condiziona le attività a causa di vari fattori, che vanno dall’impegno richiesto al reddito di cittadinanza. Ma non solo.

Il giornalista Alessandro Gilioli (Radio Popolare), sui propri canali social, evidenzia: “Gardaland appartiene alla multinazionale inglese Merlin Entertainment, fatturati miliardari e utili da centinaia di milioni l’anno. Lo stipendio medio di un animatore di Gardaland a tempo pieno è inferiore a mille euro al mese. Queste le recensioni di alcuni ex lavoratori Gardaland che si trovano in Rete: turni lunghi e massacranti, ambiente stressante e umiliante, il contratto di lavoro non viene onorato”. Insomma, la verità – come insegnano gli antichi – potrebbe stare nel mezzo, mentre in sottofondo Mina canta “Non gioco più”. Almeno dalle 19 in poi. Per ora.