Dire e fare a metà, mai del tutto!

In tema di snellimento delle procedure burocratiche avanzo una lunga sequenza di dubbi sulla realizzabilità. Il non ultimo di una lunga sequenza di politici volenterosi ed onesti, Renato Brunetta ha provato a metterci le mani ma senza esiti apprezzabili.

Con apposita nomina ufficiale, il professor Carlo Cottarelli aveva tentato di eliminare 9.000 (novemila) cosiddetti “Enti inutili” che formano il parastato ma senza esiti apprezzabili. Si tratta di una area intoccabile che serve da sempre come paracadute dove inserire i politici e i boiardi trombati: un apparato che costa 12.000.000.000 l’anno ai contribuenti.

Sono decenni che si tenta di sanificare la palude del potere giudiziario, ma invano! Le conseguenze della putredine che ne consegue è sotto gli occhi di tutti, aggravata da una plateale inerzia del capo dello Stato. Quali sono i motivi di tale immobilismo, quando invece è velocissimo ad agire su altri temi in voga?

Un presidente del Consiglio precedente fu destinatario di un mandato di cattura quando – nell’intento di trovare fonti energetiche a basso costo – tentò di trovare canali energetici verso l’Est europeo. Non parliamo di Adriano Olivetti assassinato con uno spruzzo di cianuro, perché aveva osato comprare una parte della filiera industriale della Underwood Usa e sfacciatamente vendeva il calcolatore Olivetti M10 in territorio americano, di Enrico Mattei la cui storia è ancora in mano ai Fratelli Grimm, di Gabriele Cagliari, del Caso Atlanta/Bnl, del caso Monte dei Paschi con un morto e la scomparsa di 17.000.000.000 (diciassette miliardi) di euro: dove sono finiti? Nessuno parla della destinazione vera dei fondi Monte dei Paschi distribuiti in migliaia di bonifici “intermediati” da quattro banche Usa, casualmente fallite una dopo l’altra e i rispettivi dirigenti suicidati dal trentaduesimo piano.

Non parliamo della cruenta caduta di precedenti capi del Governo presi a monetine in faccia perché si opposero alla installazione di sistemi di guerra elettronica Haarp a Niscemi: una Psyop coperta da una narrazione a cui non crede nemmeno un bimbo di 5 anni, come del resto l’intera storia della ex-Italia dal Dopoguerra ad oggi.

Non parliamo del coinvolgimento italiano nei genocidi balcanici e nelle strane vicende di Telekom Serbia monitorate da ben sedici società private di ascolto elettronico all’epoca dei fatti di proprietà di un ambiguo politico pugliese, incline all’intrigo e abilissimo manovratore crepuscolare e maximo sponsor dell’operazione balcanica, dietro direttive Nato, Nsa e Cia.

Nel frattempo, con sconcertante ed imbarazzante sincronicità, dilaga lo psicovirus. Le economie europee si bloccano, la ex-Italia va a pezzi! Anche questi eventi si iscrivono all’interno del Piano pauperista-green-tecnotronico-sostenibile: uno scenario molto simile alle devastazioni della Louisiana che diventò con questo shock un laboratorio tecno-sociale nelle mani dei Chicago Boys di Milton Friedman. Non a caso, parole simili furono dette dal sodale ultraliberista Mario Monti parlando della Grecia come “il miglior successo” dell’euro!

Anche questa volta nulla sarà concretamente portato a compimento: Brunetta salterà dal suo incarico, il debito pubblico sarà cresciuto affinché diventi impossibile il suo rimborso, consentendo agli alti comandi europei di escutere le garanzie dei pacchetti azionari Eni, Finmeccanica e di altre decine di società ad alta tecnologia che – in pieno caos pandemico o presunto tale – il precedente governo ha consegnato per avere i soldi. L’offerta in garanzia dei pacchetti azionari dei gioielli di famiglia non sono stati resi noti e sono stati opportunamente celati, nel silenzio generale e nella ignobile omertà della stampa nazionale di terra, di mare, di aria.

Le cosiddette “riforme” ci saranno! Saranno realizzate solo quelle strettamente elencate dal menu di Bruxelles e che consentiranno unicamente di eseguire velocemente l’ultima ondata di saccheggi del nostro patrimonio industriale, finanziario, immobiliare. Di tutto questo rimarranno le solite alluvioni di chiacchiere, le belle intenzioni e, quando i problemi irrisolti cominceranno ad esplodere, cadrà “casualmente” l’ennesimo Governo tecnico a cui sarà ingegnerizzato un altro esecutivo tecnico del tutto aderente e prono ai desiderata degli alti comandi internazionali.

In tutto questo psicodramma ci sarà un grande assente: il voto popolare. Faranno di tutto per evitare il voto. Costoro faranno ricorso ad un’altra stagione delle bombe, forse eseguita dai mafiosi eccellenti “casualmente” scarcerati da un precedente ministro di giustizia? Nessun canale informativo ha mai trattato questa ipotesi infausta ma non del tutto lontana dal vero! Siamo un popolo di arabo-turco-messicano-sefarditi, orientali, doppiopesisti, ambigui. Amiamo le accese dialettiche, l’arroventamento degli animi, l’insulto, il colore, le diatribe. ma niente di più! Diciamo e facciamo. Diciamo a metà e rinviamo. Facciamo e non diciamo.

Non ricordo in quale romanzo Leonardo Sciascia fa dire al pastore siciliano interrogato da un carabiniere che gli chiedeva che fine avesse fatto un suo compaesano: muriu al 75 per cento…