FISCO, TASSE, TRIBUTI: L’ESPERTO RISOLVE

Ritorna la rubrica del dottor Alfredo Annibali, commercialista di Roma, che settimanalmente risponde ai quesiti dei lettori in materia fiscale e tributaria. Il dottor Annibali vanta una esperienza trentennale nel settore ed è anche Revisore legale e Perito del Tribunale Civile di Roma. Domande e risposte per aiutare il contribuente a destreggiarsi meglio nell’intricato mondo del fisco.

Francesco da Milano: mio fratello che lavora allestero da tanti anni, ha ricevuto uninteressante proposta per tornare a lavorare in Italia, è vero che ci sono degli sgravi fiscali? Sì, e non sono pochi. Sostanzialmente dal 2017 e per i successivi cinque anni la base imponibile sarà abbattuta del 50 per cento. Riporto di seguito le altre condizioni necessarie per ottenere gli sgravi fiscali: che il richiedente sia stato residenti all’estero da almeno cinque anni (a tal fine ricordo che in base ad una vecchia circolare ancora valida non è necessario essere stati iscritti all’Aire); che abbia trasferito la residenza in Italia per rivestire ruoli direttivi o di elevata specializzazione; che non deve essere stato residente in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il trasferimento della residenza, e deve impegnarsi a permanere in Italia per almeno due anni; la prestazione lavorativa deve essere esplicata presso un’impresa residente nel territorio dello Stato oppure con una società che direttamente o indirettamente controlla la medesima impresa, né sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa; l’attività lavorativa è prestata nel territorio italiano per un periodo superiore a 183 giorni nell’arco di ciascun periodo d’imposta; il lavoratore svolge funzioni direttive e/o è in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione. Agevolazioni similari spettano dal 2017 anche per i lavoratori autonomi più o meno alle medesime condizioni. Colgo l’occasione per segnalare che anche per i docenti e i ricercatori universitari che rientrano nel nostro Paese sussiste tale regime di vantaggio addirittura nella misura dell’abbattimento forfettario della base imponibile del 90 per cento per tutto il 2017 e per i successivi tre anni. Rimando ad eventuali quesiti per la specifica delle condizioni necessarie.

Samuele da Reggio Emilia: un suo collega mi ha fatto notare quello che per lui dovrebbe essere un errore sulla prima nota, e cioè l’incasso di una fattura da 6mila euro in due tranche da 3mila euro cadauna. Se così non fosse mi ha spiegato che dovrebbe segnalare l’operazione alle competenti autorità, ma è vero? Sì, per tutti i professionisti vige il dovere di sorvegliare sull’utilizzo da parte dei propri clienti del contante nel limite di 3mila euro riferita all’operazione nel suo complesso e comunque sempre nell’ambito dell’incarico conferitogli (insomma non siamo poliziotti che dobbiamo esercitare una vigilanza a trecentosessanta gradi). Chiarito ciò il collega ha ragione e lei farebbe meglio a farsi pagare le fatture con strumenti “tracciabili”.

Giacomo da Salerno: ho perso il lavoro ai primi di gennaio di quest’anno, posso ugualmente presentare il modello 730 in assenza di un datore di lavoro? Certo, lo può fare; ed in caso di credito il rimborso sarà effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Nella parte inferiore del modello troverà tutte le indicazioni necessarie relative al contribuente.

Aggiornato il 05 maggio 2017 alle ore 16:27