Il mercato ha capito benissimo che in Italia non è il caso di mettere piede e gli investitori stranieri sono belli e partiti. I grandi fondi di investimento non si fidano del debito dell’Italia, sanno che, finita la spinta della Banca centrale europea, tornerà la crisi tale e quale a quella che ha mandato il Paese di Napolitano (Monti, Letta,Renzi) in depressione. E, finita la spinta, il debito non scenderà affatto ed il suo peso è zavorra per la crescita. È necessario tagliare il debito della metà, ovvero un taglio secco tra i 400 e i 200 miliardi di euro. E lo si fa solo utilizzando il patrimonio pubblico contro il debito. Vale a dire non tentando di vendere i beni pubblici cioè gli immobili, le concessioni e le partecipazioni in massa, ma impacchettandoli in obbligazioni a lunga scadenza - con sottostante il rendimento della gestione e/o dismissione differita dei beni stessi - con cui rimborsare aliquote del debito a scadenza invece di pagarle con emissioni di nuovo debito stesso.
La notizia della riduzione in tal modo del debito, cioè tra i 400 ed i 200 miliardi in due o tre anni, non drenando patrimonio privato ma finanziarizzando quello pubblico, aumenterà la fiducia all’esterno sull’economia italiana, sul debito residuo e su una maggiore crescita futura del sistema industriale italiano. Ecco invece che oggi, per le incompetenze dei governi mai eletti di sinistra, non si fa neanche quello che, in assenza del riordino del debito, sarebbe stato necessario, costretti, a fare e cioè tagliare la spesa pubblica, le pensioni e la sanità, e ciò fondamentalmente perché non si vuole perdere consenso, quello futuro, ( nessuno li ha eletti per stare dove sono oggi) per quando si andrà necessariamente a votare. E prima o poi, lo si dovrà fare democraticamente anche in Italia.
Se non si riduce il debito pubblico italiano nel modo suggerito, è là che si deve necessariamente arrivare, al taglio della spesa pubblica, delle pensioni e della sanità e dunque alla perdita del consenso per chicchessia presso l’elettorato di sinistra che vive interamente sui soldi pubblici, della spesa pubblica. Riguardo a ciò, sarà necessario organizzare e prevedere un programma che in una quindicina e ventina di anni converta l’impiego pubblico statale nell’impego privato, privatizzato quanto più possibile, perché funzioni, oltre che per alleggerire la spesa pubblica che è una bomba ad orologeria sotto il sedere del Paese, e il debito. Renzi, non avendo alcuna cultura in generale né politica né economica né altra, avendo solo l’“educazione” tipicamente italiana dell’intrallazzo e del ladrocinio a spese degli altri, precisamente degli italiani, continua - mai eletto - a screditare l’Italia pietendo in Europa flessibilità alla Commissione cioè spazio per ancora più debito invece di pretendere una qualsivoglia garanzia europea sulle obbligazioni basate sulla cartolarizzazione di parte del patrimonio statale e locale per tagliare il debito stesso. Con minore debito tra i 400 e i 200 miliardi si guadagneranno circa 18/20 miliardi di minori interessi ciascun anno, e dall’estero si tornerà ad avere fiducia nell’ Italia, si spera finalmente dotatasi di governi e parlamenti democraticamente eletti che procedano al riordino e riforma utile complessiva necessari dell’intero sistema.
In tema di economia e di finanza, è necessario eliminare la Tobin tax, semplificare le quotazioni in borsa, detassare le rendite da investimento a rischio, ridurre le tasse sulle imprese, favorire l’aumento dei fondi di investimento per bilanciare il credito bancario decrescente, riorganizzare le banche che beneficeranno esse stesse della affidabilità dei titoli di debito. Con il perfezionamento del trattato di mercato integrato euroamericano, cosiddetto TTIP, le imprese medie e piccole italiane si internazionalizzeranno divenendo oggetto di desiderio per la crescita, e la quotazione. Il TTIP agirà da moltiplicatore della potenza industriale italiana e l’Italia tornerà a crescere, aumentando l’occupazione aprendosi in questo modo al capitale. Al mercato vero.
Aggiornato il 08 ottobre 2017 alle ore 19:24
