Chi risponde per i derivati capestro?

Nel solo 2014 abbiamo pagato 4 miliardi e mezzo di interessi e di perdite in derivati. Tra il 2011 ed il 2014 ne abbiamo pagati quasi 17, di miliardi, sempre per perdite e interessi sui derivati. E ancora oggi nessuno risponde di questo sfacelo e, addirittura, non rende conto a nessuno, meno che mai agli italiani cui appartengono i soldi. Le perdite stimate per i prossimi anni sui derivati sono di 33 miliardi di Euro stando alle attuali condizioni di mercato. E sono 160 i miliardi corrispondenti ai derivati sottoscritti sinora dal ministero del Tesoro. E Maria Cannata, responsabile del debito pubblico del Tesoro, si trincera dietro un improbabile segreto di Stato che non deve esistere, allo stesso modo insomma di come vige il segreto di Stato per le tragedie dell’attentato alla stazione di Bologna e dell’aereo nel cielo di Ustica.

In pratica Renzi, lo stesso che sta imponendo il segreto di Stato sulle sue spese, sue e degli amici e familiari, a nostro carico, vuole mettere il segreto di Stato sul disastro che hanno combinato e tuttora combinano sui derivati finanziari. In sostanza ha sequestrato e segretato di sua testa e contro la legge documenti sui derivati che appartengono e devono appartenere a tutti gli italiani. Padoan, attuale ministro del Tesoro, non eletto allo stesso modo del governo Renzi da nessun italiano, sta tuttora sostenendo che “l’accesso agli atti dei derivati può essere negato senza invocare il segreto di Stato”. Ecco qui cosa significa “democrazia” per Padoan/Renzi e governo di Napolitano.

Il meccanismo con cui funzionano i contratti derivati è complesso, in pratica, ad esempio, su un valore pattuito di un miliardo il Tesoro si impegna a pagare una volta l’anno alla banca un tasso fisso del 3,5 per cento e la banca a versare al Tesoro un tasso variabile pari all’Euribor, quello stesso tasso che veniva truccato da alcune banche, poi condannate. Se l’Euribor è uguale al 3,5 per cento, si è pari, se è superiore ci guadagna il governo, se è inferiore ci guadagna la banca stipulante. E così le banche si sono fatte ricche a nostre spese, e guarda caso, in esse spesso si ritrovano gli stessi nomi di chi ha deciso e lavorato nei derivati a “nome” dei governi italiani succedutisi. Ad esempio Vittorio Grilli, che dopo essere stato direttore generale del Tesoro nel 2005 e poi vice ministro e poi ministro dell’economia nel 2011, è diventato guarda caso un professionista della banca JP Morgan; o Domenico Siniscalco che, direttore generale del Tesoro dal 2001 è poi stato ministro dell’economia nel 2005 e poi è entrato nella banca, guarda caso, Morgan Stanley, e così via.

A bloccare la legittima curiosità degli italiani è oggi Claudio De Vincenti, sottosegretario per Renzi della Commissione per l’accesso agli atti amministrativi. E perché si vuole tanto silenzio nascondendo i contratti derivati? Perché le perdite che il Tesoro sta accumulando, come se non fossero bastate le precedenti, sono enormi. Deutsche Bank, ultimamente, dovrebbe aver incassato dal nostro ministero del Tesoro una cifra che si aggira, più o meno, intorno agli 800 milioni, avendo chiuso con molta probabilità un derivato, dato che risulta dal bilancio della banca stessa una variazione di mercato dei derivati italiani da 4,4 a 3,5 miliardi in soli tre mesi, tra marzo e giugno 2015. La banca tedesca ha comunicato di non rilasciare informazioni a riguardo.

In seguito ad alcune interrogazioni dei Cinque Stelle alla commissione finanze, Padoan ha ammesso di avere pagato all’incirca 92 milioni di Euro solo per l’ultima rata semestrale di alcune operazioni del governo italiano in derivati. Non è stato dato sapere a chi, a quali banche, tale enorme cifra sia stata pagata. Chi ha stipulato derivati finanziari non solo l’ha fatto senza risponderne a nessuno, ma anche, lucrandoci sopra in prima persona; ha messo in atto contratti follemente sbilanciati a favore delle banche contraenti, che difatti ci lucrano sopra tuttora che è una bellezza. C’è solo un problema non di poco conto: tutto ciò è stato sinora fatto e viene fatto con i soldi degli italiani, senza renderne alcun conto.

In pratica i governi italiani degli ultimi anni coprono perdite correnti e perdite di operazioni precedenti, o semplicemente prendono il gruzzoletto per sé, indebitando enormemente per il futuro lo Stato italiano. Tanto a loro che gli importa. Non ci saranno e nessuno chiederà mai loro di rendere conto di alcunché. Non solo, esistono contratti in derivati che danno pure alle banche la possibilità di sciogliersi anticipatamente incassando tutta la cifra per intero e subito e così le banche, stesa la rete, pescano e la tirano su alla grande, e noi italiani, grazie agli intelligentoni che ci “amministrano” senza saperlo fare né rispondendone, paghiamo. Gli irresponsabili ai governi, i ben tre governi di sinistra imposti da Napolitano, Monti, Letta e Renzi, ci hanno infilato tutti in operazioni disastrose che l’Italia paga a carissimo prezzo tuttora. E vogliono pure coprire il tutto con il silenzio imposto.

È necessario oggi smascherare i responsabili. Si ricordi che con quello che ha versato lo Stato italiano sino ad oggi per questi catastrofici contratti avremmo potuto non pagare nessuna tassa, a cominciare dall’Imu sulla prima casa e senza tagliare altre spese. Chi è responsabile? Chi ha incassato? Quali sono le banche tra JP Morgan, Morgan Stanley, Merrill Lynch, Barclays e Citibank? Il segreto non è legittimo. Il muro di silenzio è illegittimo. Le perdite future si aggirano e sono stimate per 45 miliardi di Euro. È necessario sapere per conoscere le responsabilità da imputare e, soprattutto, per sapere cosa fare e correre ai ripari. I cittadini italiani detengono il sacrosanto diritto di conoscere e sapere, per trovare le responsabilità e decidere il da farsi nel futuro. È diritto degli italiani che si rendano pubblici i contratti capestro in derivati finanziari. La Banca d’Italia o la Consob che cosa ci stanno a fare anche loro mute come pesci? Su cosa hanno vigilato di preciso in questi anni, oltre che sui loro stipendi? Non si sono accorti di cosa succedeva, mentre succedeva, la stipula dei contratti speculativi in derivati? Portiamo alla luce ben bene il tutto, per capire e individuare bene chi non è in grado di fare il lavoro per cui lo paghiamo. Si indaghi bene sui derivati.

Aggiornato il 08 ottobre 2017 alle ore 19:24