“Il tempo di Anne”: il Lol raddoppia
Una scena del film "Il tempo di Anne"

Il tempo di Anne (Lol 2.0) della regista francese Lisa Azuelos, in uscita nella sale italiane dal 15 ottobre, in quale tempo storico intende incardinarsi? Di certo, il suo guscio narrativo timona forte nel mare crespo dell’identità sessuale fluida delle ultimissime generazioni, miscelando con grande sapienza amori omosex ed eterosessualità intensamente vissuta, soprattutto nel caso di adulti maturi, che sanno trovare enorme piacere dal contatto con l’altro sesso, perché a una certa età si conosce bene come miscelare aromi e sapori, soprattutto nelle storie vecchie e nuove di coppia. E dentro questo catino vulcanico dell’affettività erotico-emotiva e familiare, si trovano ad agire tutte le coppie protagoniste, giovani e stagionate, con padri divorziati che sposano le migliori amiche delle figlie con la metà dei loro anni. Ma anche per la figlia di Anne (Sophie Marceau), Louise (Thaïs Alessandrin, figlia naturale della stessa regista e nipote da parte di madre della celebre cantante e attrice francese Marie Laforêt), cavalcare l’onda del rapporto con il proprio compagno significa fare i conti con l’assioma del due ma non due. Nel celebre simbolo del Taijitu (il cerchio bianco e nero), infatti, lo Yin e lo Yang si comportano esattamente secondo questa regola: si manifestano come due energie opposte (luce e ombra, maschile e femminile, attivo e passivo), ma non sono due cose separate, essendo entrambe facce della stessa medaglia. Come due poli permanenti e inscindibili dello stesso magnete, che esistono solo in funzione l’uno dell’altro e si generano reciprocamente. Il tutto resta vero anche se gli elementi della coppia sono dello stesso sesso, perché anche in questo caso la cornice del medaglione rimane del tutto invariata.

Molto interessante è la trattazione del gruppo dei pari, in cui le coppie di diverso genere si intrecciano nelle stesse identiche manifestazioni ludiche, sbronze e fumate collettive; complicità di sguardi nei locali da ballo infestati dal rumore assordante e dal calore dei corpi surriscaldati dal movimento e dall’eccitazione ormonale. Tutti oscillatori atomici queste giovani generazioni che, come i loro equivalenti quantistici, emettono energia a gradini, condizionati come loro dalla discontinuità di scala. Sì, perché sono proprio le fluttuazioni dell’animo, come del mare di particelle (quelle che noi poi siamo, se visti dalla luna) a fare di noi una non-costante, sulla cui variabilità non è mai il caso di fare pieno affidamento. Tutto, ancora una volta, è accelerato dalla rivoluzione digitale moderna, per cui a dare i ritmi di questo tempo distopico sono le App social di dating, scovando partner a gettone da portarsi a letto per saltum, come un passero che vola sui rami senza mai fermarsi in un posto. E questo accade alla Milf Anne con i suoi toyboy, mentre al contrario Louise sperimenta in tutta la sua crudezza il rapporto morganatico di una coppia fedele che, però, sulla sua strada incrocia le bolas argentine lanciate dal Destino, allacciando sul più bello i loro piedi in corsa, facendoli stramazzare a terra. Un suolo astratto e ancora più duro, però, che ha come sfondo le illusioni di chi sogna di arricchirsi con una start-up, dopo aver creato l’ennesima App da lanciare sui mercati digitali, sperando che le grandi Major del settore facciano a gara per comprarla a suon di milioni di dollari. Ma se le cose vanno male, restano i finanziatori da risarcire e i tempi della coppia si fanno talmente asincroni, rispetto ai bisogni materiali, che uno dei due è costretto a passare la mano.

In questo caso a farlo è il giovane compagno di Louise di cui lei è innamoratissima: in apparenza, però, anche se per l’amore a due vale la legge dell’entanglement, per cui gli effetti dell’unione originale continuano a farsi sentire anche a grandi distanze. Ma restare soli non è più una comodità, quando non si hanno soldi né per pagare l’affitto, né per mantenersi, cercando un lavoro per laureati. Così Louise appare nella sua cruda realtà di ragazza “scombussolata” che, dopo il fallimento della sua startup e una rottura sentimentale difficile, si vede costretta a tornare a vivere a casa della madre, Anne. E allora, tutto inizia vorticosamente a ruotare su questo tempo che scorre all’indietro, di una ex madre che deve tornare a esserlo, svestendo il costume da Cougar Milf e da manager che deve governare un gruppo di lavoro complicato, per vedersi poi la casa ridotta a un bivacco da una Louise tormentata dalla depressione. Poi, la pioggia diventa tempesta emotiva quando il figlio maschio le annuncia che diventerà nonna! Aspetto che rappresenta un grande tormento per chi a 55 anni credeva di essere tornata alla gioventù, senza più vincoli matrimoniali e doveri di crescere una famiglia.

Per fortuna, però che il Destino non è il Diavolo, perché alla fine sa fabbricare i coperchi delle sue pentole nelle quali friggono le rane umane, mettendo fine alle sofferenze di cuore con un’altra grande candela della speranza che si accende, il cui stoppino inizia a incendiarsi all’interno del cockpit di un taxi di Über, in cui Louise si ritrova a piangere sulla spalla di un bel giovane sconosciuto. Tanti sono poi gli effetti a cascata sulle coppie che si scoppiano e altre che si accoppiano, come Anne che trova la pace dei sensi e di certo l’uomo giusto in un suo pari affetto da nonnismo acuto, Vincent (Vincent Elbaz), un uomo attraente, realizzato, desiderabile e coetaneo della protagonista. Infine, c’è la musica (interessante la colonna sonora) e chi la suona, che come un incantatore fa uscire dal cesto il serpente della passione amorosa. Evviva le nonne, come la deliziosa Françoise (Françoise Fabian), madre della protagonista Anne e nonna dei suoi figli. Anche se una sua nipote, la più amata, è fuggita nell’Altrove, Oltre Atlantico, a piantare alberi, in fuga da una madre e da una sorella troppo ingombranti.

Aggiornato il 09 ottobre 2026 alle ore 14:11