Il punk non è sempre stato furioso e veloce. A cavallo degli anni Settanta e Ottanta in Inghilterra, quando i Sex Pistols, i Clash e i Ramones erano sulla cresta dell’onda, il pubblico “è diventato la band”, per citare Colin Abrahall. E così è nata la Seconda wave del punk inglese, dalla quale sono nati i vari generi di metal estremo e, più avanti, il movimento/genere musicale dell’hardcore.
C’è chi dice che il punk veloce e frenetico delle Midlands inglesi sia nato perché i fan dei Sex Pistols erano innamorati dei Motörhead – ma non avevano il coraggio di ammetterlo – ma anche chi è convinto che i nuovi punk avessero sostituito la “tecnica” musicale con la velocità. Della serie: non sappiamo suonare come i Clash? Allora andiamo a duecento all’ora. I due gruppi fondamentali della Seconda wave, i GBH e i Discharge, sono nati dalle fabbriche e dalla serietà delle città industriali inglesi di Birmingham e Stoke-on-Trent. Bisogna immaginare cittadine tranquille e laboriose, niente a che vedere con i quartieri di Soho e Camden di Londra. A Birmingham e Stoke c’erano pochissimi punk: la polizia li aspettava fuori dai negozi e i passanti o li fotografavano o li provocavano. Ogni concerto, a quei tempi, finiva in rissa. I biker volevano picchiare i punk, i rocker volevano picchiare i punk, gli hooligan volevano picchiare i punk, gli skinhead volevano picchiare i punk, e così via.
Non è un caso, quindi, che la musica dei Discharge sia così frenetica, arrabbiata e violenta. Il semplice nichilismo che si trasforma in rabbia, in voglia di apparire e di emergere da un ambiente che fa di tutto per affossarti. Il cambio di passo nei Discharge è avvenuto quando il roadie Kelvin “Cal” Morris ha rimpiazzato il fondatore Terry “Tezz” Roberts alla voce. Il canto “strillato” di Morris e i riff velocissimi hanno influenzato la prima wave di thrash metal e gruppi come i Metallica, gli Slayer e i Megadeth (James Hetfield, frontman dei Metallica, non nasconde di essere un fan sfegatato dei Discharge). Mentre Roberts, impugnate le bacchette della batteria, ha cominciato a suonare un ritmo veloce e ripetitivo che avrebbe fatto la storia del genere: il d-beat. Dove la “d” sta, appunto, per Discharge. È rimasta nella storia la frase del produttore della band di Stoke, Mike Stone, che dopo l’approdo alla batteria di Roberts ha detto: “Adesso i Discharge sembrano un bulldozer. Fanno suonare i Sex Pistols come fossero i Take That”.
La consacrazione è avvenuta nel 1980, mentre Stone girava per negozi di dischi promuovendo l’Ep dei Discharge Realities of War. Proprio in quel periodo il giornalista radiofonico John Peel ha messo But After The Gig su Radio 1 e tutti i punk del Paese sono impazziti. Stone è passato dal vendere le cassette e i dischi della band dal portabagagli della sua Bmw a cambiare il punk per sempre. E non solo.
Aggiornato il 28 settembre 2026 alle ore 17:10
