“Rocky”, il film torna in sala in 4k per celebrare il cinquantenario
Foto: Sylvester Stallone (Ansa)

Rocky torna al cinema. Il film di culto, scritto e interpretato da Sylvester Stallone, approda nuovamente nelle sale per celebrare il proprio cinquantenario. Il lungometraggio nel 1977 viene premiato con tre Oscar: Miglior film a Irwin Winkler e Robert Chartoff, Miglior regia a John G. Avildsen, Miglior montaggio a Richard Halsey e Scott Conrad. La pellicola interpretata anche da Talia Shire, Burt Young, Carl Weathers e Burgess Meredith, racconta la storia di un diseredato che trova nello sport l’unico, possibile, riscatto sociale. I cinquant’anni dall’uscita vengono omaggiati con il ritorno del film sul grande schermo, dal 7 al 15 dicembre, in una versione restaurata in 4K, distribuita da Plaion Pictures. Un omaggio che si arricchirà dal 31 dicembre di un altro capitolo: l’arrivo in sala, distribuito da Eagle Pictures, di Rocky sono io, il biopic di Peter Farrelly, dedicato alla straordinaria genesi del film, nato dell’allora 30enne Sylvester Stallone (Anthony Ippolito).

Come viene sottolineato in una nota della distribuzione, quella di Rocky è “una storia universale di sacrificio, dignità, che conserva intatta la sua straordinaria forza emotiva. Per chi lo ha amato, sarà l’occasione di ritrovare sul grande schermo un classico indimenticabile; per le nuove generazioni, l’opportunità unica di scoprire per la prima volta al cinema tutta la potenza di un cult che ha fatto la storia, oggi ancora più coinvolgente grazie al restauro in 4K”. Molto più di un film sulla boxe, “Rocky racconta la storia di un uomo comune al quale viene offerta un’occasione straordinaria. Rocky Balboa (Stallone), soprannominato lo Stallone italiano, è un pugile dilettante di Philadelphia che vive ai margini della società, tra piccoli incontri e sogni apparentemente irrealizzabili. Quando il campione mondiale dei pesi massimi Apollo Creed (Weathers) lo sceglie come avversario, Rocky trova finalmente la possibilità di dimostrare il proprio valore. Al suo fianco, l’amore di Adriana (Talia Shire) e la guida del suo allenatore Mickey (Burgess Meredith)”.

Farrelly, in Rocky sono io, che in Italia è stato presentato in anteprima alla , ricostruisce invece il percorso che ha portato al film. Al centro c’è Stallone (Ippolito in una straordinaria interpretazione, che potrebbe portarlo in corsa per gli Oscar), 30 anni, tanti lavoretti precari e il sogno di affermarsi come attore, che stenta a realizzarsi. Tutto però, nel 1976, cambia all’improvviso, per Sylvester Stallone, quando decide, su consiglio della moglie Sasha (AnnaSophia Robb), di scrivere una sceneggiatura su una storia che avrebbe voluto interpretare: nasce così la vicenda di un pugile abituato a perdere che vive la sua rivalsa. Il copione piace ai produttori ma Stallone pone una condizione irrinunciabile: recitare il personaggio principale. Una condizione che continua a difendere anche quando gli offrono sempre più soldi (si arriva 360mila dollari) per cedere il ruolo da protagonista a un divo.

 

Aggiornato il 06 novembre 2026 alle ore 18:18