Widow’s Bay è la sorprendente serie horror che ha rivoluzionato il panorama televisivo internazionale. Il clamore che ha destato il progetto ideato da Katie Dippold e diretto da Hiro Murai per Apple Tv è testimoniato dal successo certificato dai ben 14 premi Emmy su 19 candidature. Interpretata da un cast di alto profilo capitanato da Matthew Rhys e composta da Kate O’Flynn, Kevin Carroll, Dale Dickey, Kingston Rumi Southwick e Stephen Root, Widow’s Bay è prodotta da Chum Films, Spooky Tree Productions, Apple Studios. La serie tivù in dieci episodi è un condensato di terrore, ironia e citazionismo sia letterario (che rimanda all’universo kinghiano) sia cinefilo (evidenti i riferimenti a film come Halloween di John Carpenter e Lo squalo di Steven Spielberg). Si ride e si rabbrividisce continuamente. Widow’s Bay è il racconto di un’isola che si trova a 40 miglia dalla costa del New England.
Il sindaco, Tom Loftis (un superbo Matthew Rhys), è vedovo e padre di Evan (un radioso Kingston Rumi Southwick), figlio adolescente avuto dal matrimonio con la defunta moglie Lauren (un’enigmatica Meredith Casey). Evan è nato sull’isola e soffre l’immutabilità delle sue giornate. Il padre Tom è un uomo che sta provando a rendere Widow’s Bay un’ambita meta turistica, sul modello della pluriomaggiata Martha’s Vineyard (Massachusetts). Ma per raggiungere l’obiettivo, invita un giornalista del New York Times per fargli trascorrere qualche giorno in questa misteriosa perla in mezzo al mare. Purtroppo, alcuni episodi sconcertanti portano i cittadini a temere che i pittoreschi racconti locali siano autentici. Naturalmente Tom è votato al più assoluto scetticismo e cerca di circoscrivere ogni fatto. Ma quando diventa testimone di eventi inspiegabili è costretto a fare i conti con il soprannaturale e a rivedere il proprio giudizio sulla presunta maledizione legata alla sanguinosa colonizzazione che grava sull’isola. Una storia leggendaria che affonda le radici nel lontano e tragico 1702.
La forza della serie tivù risiede nella scrittura dei suoi memorabili personaggi. A scapito della coerenza della linearità narrativa. Infatti, oltre a Tom si staglia, con forza, Patricia Moyer (una superlativa Kate O’Flynn), bizzarra assistente di Tom. Emarginata dalle ex compagne di scuola, è considerata eccentrica e bugiarda per aver raccontato di essere stata presa di mira da un serial killer noto come il “Boogeyman”. Bechir Clemmons (un dolente Kevin Carroll) è lo sfiduciato sceriffo di Widow’s Bay. Rosemary (una burbera Dale Dickey) è una vecchia impiegata dell’ufficio del sindaco. Infine, Wyck Crawford (un magnifico Stephen Root) è lo strenuo sostenitore della storia soprannaturale dell’isola. Inizialmente rappresenta una sorta di antagonista di Tom ma in seguito si rivelerà il suo amico più fidato. La regia sicura, la fotografia “ruvida” che rimanda al cinema anni Settanta e le affascinanti idee narrative (su tutte la mancanza di smartphone e connessione a Internet), raccontano un’isola ferma nel tempo e accentuano l’atmosfera oppressiva della serie tivù. Dopo la visione, un fatto è certo: Widow’s Bay si rivela come un piccolo gioiello di horror contemporaneo che ribalta totalmente la speranza del sogno americano.
Aggiornato il 24 settembre 2026 alle ore 18:55
