Emmy Awards, “Widow’s Bay” trionfa con 14 statuette
Foto: Ansa

Widow’s Bay ha stravinto 78ª edizione degli Emmy Awards. La serie televisiva statunitense, ideata da Katie Dippold per Apple TV, e interpretata da Matthew Rhys, Kate O’Flynn, Kevin Carroll, Dale Dickey, Kingston Rumi Southwick e Stephen Root, ha ottenuto 14 Oscar della tivù. Widow’s Bay racconta le vicende degli eccentrici abitanti di un’isola infestata del New England. Quattordici statuette è un record assoluto per una commedia in una sola edizione. È stato superato il primato di 13 stabilito appena un anno fa da The Studio. Oltre agli otto Emmy già conquistati nelle serate dedicate ai premi tecnici, tra cui quello a Betty Gilpin come attrice ospite, Widow’s Bay ne ha portati a casa altri sei al Peacock Theater di Los Angeles, vincendo tutte le categorie nelle quali era candidata: serie, protagonista maschile per Matthew Rhys, attori non protagonisti a Stephen Root e Kate O’Flynn, regia con Hiro Murai e sceneggiatura per la creatrice Katie Dippold. Nel complesso, anche se non sono mancati nomi e serie ormai di casa alla Television Academy, sono state soprattutto le novità a prendersi la scena di questa edizione. Oltre al trionfo di Widow’s Bay, anche un altro titolo Apple TV al debutto, Pluribus, ha chiuso con sei statuette, di cui ieri due per la miglior protagonista in una serie drammatica a Rhea Seehorn e per la miglior sceneggiatura a Vince Gilligan, già creatore di Breaking Bad e di Better Call Saul. Il successo consente ad Apple TV di chiudere per la prima volta in testa tra gli studi più premiati: 28 statuette complessive, grazie anche alle tre per categorie tecniche di Margos Got Money Troubles, con Elle Fanning, Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman, alle tre di Palm Royale e alle vittorie di Slow Horses, con Gary Oldman, e al documentario Mr. Scorsese.

Una crescita costante per Apple, che lo scorso anno aveva già avuto la serie più premiata, The Studio, ma era rimasta dietro a Hbo Max e Netflix nel medagliere finale. È soltanto la seconda volta in vent’anni che a guidare gli Emmy non è uno di questi due ultimi: nel 2024 ci era riuscita Fx, grazie al combinato di Shōgun e The Bear (in Italia su Disney+). Nessuna sorpresa invece nella categoria drama, dove The Pitt, il medical di Hbo Max con Noah Wyle nei panni del dottor “Robby”, ha vinto come miglior serie per il secondo anno consecutivo. Wyle ha bissato come miglior attore protagonista. The Pitt ha chiuso con sette premi, contribuendo a un bottino di 21 per Hbo Max. Stesso marchio anche sulle sette statuette ottenute da DTF St. Louis, con Jason Bateman, David Harbour e Linda Cardellini, che ha battuto tra gli altri Beef e The Beast in Me di Netflix conquistando il premio come miglior miniserie. È stata anche una serata di record. A condurla Mariska Hargitay, star di Law & Order, prima donna a presentare la cerimonia in 15 anni, dopo Jane Lynch nel 2011. Matthew Rhys ha vinto due Emmy da protagonista, per Widow’s Bay e per la miniserie Netflix The Beast in Me: aggiungendo il premio ottenuto nel 2018 per The Americans, è diventato il primo attore uomo a vincere come protagonista nelle tre categorie drama, comedy e limited series. Jean Smart ha conquistato il quinto Emmy consecutivo, uno per ogni stagione dell’esilarante Hacks e lottavo della carriera, eguagliando il record di Cloris Leachman e Julia Louis-Dreyfus. Allison Janney l’ha raggiunta a quota otto vincendo come non protagonista per The Diplomat, dove interpreta la presidente Grace Penn. Sally Field, 79 anni, premiata come protagonista per il film per lo streaming Creature luminose (Netflix), è diventata invece la vincitrice più anziana della sua categoria.

Tra gli altri premi, Tom Pelphrey ha vinto come non protagonista per Task (Hbo) e Saul Metzstein la regia drama per la quinta stagione di Slow Horses (Apple). The Late Show With Stephen Colbert, cancellato da Cbs dopo 11 stagioni a conduzione del mattatore Colbert, ha vinto come miglior varietà per il secondo anno consecutivo. La serata è stata segnata dagli omaggi ai grandi nomi scomparsi nell’ultimo anno. Reba McEntire ha cantato Appalachian Memories nell’omaggio a Dolly Parton, introdotto da Sally Field, che con lei aveva recitato in Steel Magnolias. L’attrice canadese Catherine O’Hara è stata ricordata da Macaulay Culkin, il bambino che aveva dimenticato a casa nei due Mamma, ho perso l’aereo (Home Alone), e da Dan Levy e Annie Murphy, suoi figli in Schitt’s Creek. Michael J. Fox ha ricevuto una lunga standing ovation ritirando il Bob Hope Humanitarian Award per il suo impegno nella ricerca sul Parkinson, malattia che gli è stata diagnosticata 29 anni fa. Presente senza essere presente anche Taylor Swift. La popstar è comparsa in uno sketch preregistrato con l’amica Hargitay, una parodia di Law & Order, in cui la squadra deve capire perché la cantante abbia disertato la serata più importante per la televisione: Swift era con il marito Travis Kelce per la prima partita della stagione dei Kansas City Chiefs.

Aggiornato il 15 settembre 2026 alle ore 17:46