Il successo di Obsession di Curry Barker e Backrooms di Kane Parsons ha dato il via al ritorno di una grande stagione del cinema horror. Il 2026 è stato un anno caratterizzato dal genere. E gli effetti, positivi, si sono largamente registrati al botteghino. Non solo. I film dell’orrore hanno raggiunto degli esiti inconsueti. La lunga estate calda che stiamo vivendo ha mostrato nelle sale La casa - Il rogo del male (Evil Dead Burn) di Sébastien Vaniček, Insidious - Fuori dall’altrove (Insidious: Out of the Further) di Jacob Chase e Hokum di Damian McCarthy. Lungometraggi che hanno appassionato gli spettatori suscitando anche l’interesse della critica. Oggi arriva in sala l’atteso Resident Evil. Il film, prodotto da Sony e distribuito da Eagle Pictures, ottavo adattamento sul grande schermo del celebre videogioco targato Capcom, è firmato da Zach Cregger, che ha scritto la sceneggiatura con Shay Hatten. La pellicola è molto diversa dalla saga con Milla Jovovich e dal reboot di Johannes Roberts del 2021. Il protagonista, completamente inventato, si trova alle prese con una vicenda che corre ai margini della storia originale. Il risultato è un ritorno alla natura ancestrale del gioco, un “horror di sopravvivenza”, costruito come una corsa a ostacoli sempre più disperata all’interno di Raccoon City.
Zach Cregger, assurto agli onori della notorietà con i precedenti Barbarian (2022) e, soprattutto, Weapons (2025), premiato con l’Oscar per la Miglior attrice non protagonista ad Amy Madigan, è considerato uno degli enfant prodige dell’horror hollywoodiano. “Se non sapete nulla del videogame non importa”, assicura il regista 45enne, originario della Contea di Arlington (Virginia). “Il film segue Bryan, un corriere medico che deve trasportare da un ospedale a un altro un organo per un trapianto. Durante il percorso, resta bloccato in mezzo al nulla e deve proseguire a piedi verso la città per fare la sua consegna. Mentre avanza, si rende conto di esser entrato in un’epidemia zombie e che deve arrivare al cuore della tempesta per riuscire a salvare la pelle e la situazione”. Bryan ha l’aspetto stropicciato di Austin Abrams, già visto nelle serie tivù di culto Euphoria e The Walking Dead. “Non avevo scritto la parte per lui – ammette Cregger – ma dirigerlo è stata come una rivelazione”. Abrams è euforico. “Zach mi ha mandato la sceneggiatura, chiedendomi di dare un’occhiata al ruolo di Bryan. Ho pensato: Che onore, vorrà avere qualche nota. Invece poi mi ha chiesto se mi andasse di interpretarlo”, racconta ancora stupito. Secondo Cregger, “quando un horror funziona bene, non ti rimane spazio per pensare alle bollette, alla discussione che hai appena avuto o a quella cosa che devi ancora fare. L’unica cosa su cui riesci a concentrarti è: Cosa sta succedendo sullo schermo? Come si salva adesso? È un’esperienza primordiale. Non ci sono altri generi capaci di offrire una fuga così viscerale. È per questo che continuiamo ad andare a vedere gli horror al cinema”. Un fatto è certo. Sony spera di bissare il successo di Weapons (distribuito da Warner Bros), costato 38 milioni, incassandone oltre 270 e di seguire le orme più fresche di Obsession, uscito con Universal Pictures e di Backrooms, distribuito da A24. I due film hanno contribuito a rendere il 2026 l’anno migliore per il box office dai tempi della pandemia.
Aggiornato il 17 settembre 2026 alle ore 18:14
