
Immergersi nella lettura del libro di Stevenson intitolato “Il Master di Ballantrae” è una esperienza estetica indimenticabile, sia perché si tratta di un grande classico della letteratura dell’Ottocento sia perché da poco è approdata la nuova edizione in libreria con la traduzione, edito dalla casa editrice Adelphi, di Masolino D’Amico, grande studioso di letteratura inglese.
La vicenda viene raccontata in modo magistrale dall’amministratore di una facoltosa famiglia aristocratica della Scozia, Mr. Mackellar, proprietaria di una magione sontuosa circondata una vasta proprietà. Nella famiglia, in base al racconto di Mackellar, vi era la presenza di quattro personaggi: Milord Hyde Durie, il capostipite, i figli James, il master di Ballantrae, e Henry, più Milady Alison, una donna giovane e orfana, proprietaria di un enorme patrimonio e destinata a sposare uno dei due fratelli.
La narrazione è ambientata negli anni in cui si ebbe la famosa ribellione Giacobita in Scozia da parte del Re Carlo contro il Re Giorgio. La famiglia, per il ruolo eminente che aveva nella scozia di quel tempo, doveva inviare un suo esponente a prendere parte alle lotte nella contesa provocata dai Giacobiti; di solito era il cadetto a essere prescelto per queste attività militari, ma essendo il Master di Ballantrae, James, un uomo vanitoso e che amava il rischio e le avventure temerarie, impose alla sua famiglia di tirare a sorte, lanciando una moneta in aria. L’esito fu a lui favorevole, sicché James partì in guerra mentre l’altro fratello si schierò con il Re Giorgio, per difendere la sua famiglia aristocratica.
Nel 1746 si seppe della abilità con cui il Master riuscì a conquistarsi la fiducia e la stima del Re Carlo, a capo della rivolta Giacobita. In seguito, poiché fece ritorno solo una persona dal campo di battaglia, la famiglia si persuase che il Master presumibilmente avesse perso la sua vita durante la battaglia di Culloden del 1746. Milord Hayde, che aveva sempre avuto una parzialità per l’latro figlio, appresa la triste notizia, dichiarò di avere ancora un figlio, Henry, e di dovergli rendere giustizia.
Infatti, nel libro sono delineate in modo penetrante le due personalità dei fratelli, James e Hernry, destinati ad essere divisi dall’odio per sempre. Il Master appare scriteriato, poco responsabile, spregiudicato, uno vero scapestrato, mentre Henry è presentato come una persona seria, responsabile e avveduto e accorto nella gestione finanziaria delle rendite fondiarie.
Per reciproca convenienza, Henry e Miss Alison nel 1478 si unirono in matrimonio, anche se la fedeltà verso il Master da parte di questa donna non verrà mai meno. Milady Alison trattava il marito Henry con una sufficienza e una esibita indifferenza, che avrebbero ferito qualsiasi uomo sposato. La prima svolta nella narrazione si ha con la comparsa del colonnello Francis Burche che, sedutosi sul tavolo collocato nel salone della grande casa, rivela che il Master di Ballantrae è vivo, si trova a Parigi e dopo, la sconfitta subita a Colloden, ha attraversato l’atlantico in compagnia dei pirati, riuscendo con il suo talento a sfuggire ad ogni sorta di pericoli. Francis Burke informa i suoi familiari che il Master ha bisogno di una somma di denaro per fare degli investimenti nelle Indie francesi. Il master di Ballantrae, secondo il racconto del Colonnello, riesce con il suo viaggio in compagnia del suo amico a raggiungere New York e, risalendo il fiume Hudson, approdarono insieme nella città di Albany. Il Colonnello Burk nota che tutto questo non sarebbe avvenuto senza la protezione divina e che in questi casi, in cui si è esposti a molte insidie, si comprende il valore della dignità umana celebrata dai grandi filosofi come Platone e Aristotele. Il Master di Ballantrae confessa l’odio che prova per suo fratello Henry, che porta il suo nome, ha il possesso del suo patrimonio e fa la corte alla donna che lui avrebbe dovuto sposare.
Nella narrazione si ha la seconda svolta, quando il Master di Ballantrae rientra in Scozia nella magione di Durrisdeer. Con l’atteggiamento che evoca la figura del diavolo come è stata raffigurata nel paradiso perduto di Milton, inizia a trattare con irrisione suo fratello Henry, designato con il nome di Giacobbe. Hanry, con l’animo tormentato dalla gelosia, osserva che il Master riesce a dialogare con spontaneità con sua moglie Alison, da cui si sente ignorato. Henry riesce a sapere che il fratello è ritornato in Scozia dopo avere ottenuto l’indulgenza del suo governo, sicché non è più in pericolo e non può fare leva su questo argomento per ottenere benefici economici da suo padre.
Il padre Milord Hayde si mostra sempre comprensivo verso le richieste che provengono dal suo primo figlio, il prediletto Master. In questo periodo cova, profondo e incoercibile, l’odio e il risentimento che esiste tra i due fratelli, che sfocerà in un duello, a cui assiste sgomento e incredulo, l’amministratore Mackellar. Subito dopo avere colpito il fratello, Henry, colto dal pentimento, invoca il perdono del padre e precipita nell’abisso della sofferenza interiore fino a perdere coscienza. Quando saprà da Mackellar che il corpo di suo fratello non è nel boschetto in cui è avvenuto il duello tra i due fratelli, e che, sia pure ferito, il Master è fuggito aiutato dai contrabbandieri, Henry lentamente recupera le sue facoltà mentali e fisiche. In un dialogo bellissimo, subito dopo la nascita del suo secondo figlio, il cui nome è Alexsander, Henry, confessa di essere lui il responsabile della situazione in cui si trova, poiché la sua debolezza è all’origine del fatto che non riesce a far nascere l’amore delle persone nei suoi riguardi.
Nel libro, vi è la descrizione della ribellione giacobita, la rappresentazione delle difficili relazioni tra i dei fratelli, la cattiveria incarnata dal Master, responsabile dell’omicidio di un pirata mentre fuggiva in Amarica, e la straordinaria e penetrante analisi psicologica delle anime dei quattro personaggi al centro di questo grande romanzo.
Dopo il duello, Milady Alison ha una conversazione con Mackellar, l’amministratore fedele alla casata aristocratica dei Durie. Milady ha distrutto, bruciandoli nel fuoco, i documenti contabili redatti e custoditi da Mackeller e confessa all’amministratore di sapere bene che il Master non teme minaccia di sorta, poiché lui ama favorire con il suo crudele atteggiamento la degradazione umana. Dopo la scomparsa di suo padre, il Master di Ballantrae ricompare a Durrisdeer in compagnia di un indiano, il cui nome è Secunda Mass. Milord Henry, per proteggere la sua famiglia, su suggerimento di Mackellar decide di abbandonare la Scozia e la sua magione storica per traferirsi in America. Affida suo fratello Jmaes all’amministratore e stabilisce che non sia informato sul luogo dove andrà a vivere con la sua famiglia. Il Master con la sua spregiudicatezza, grazie alle sue abilità, riesce a conoscere la nazione in cui suo fratello si è trasferito. Persuade l’amministratore Mackellar a seguirlo ed insieme attraversano l’atlantico.
Sulla nave durante il viaggio il Master legge il libro Clarissa di cui è autore Richiardson, mentre Mackeller legge la bibbia, la storia della generosità di Davide, i salmi della sua pazienza e i solenni interrogativi del libro di Giobbe. Durante il viaggio il Master di Ballantrae, che tiene nascosto un suo tesoro nelle montagne americane, confessa a Mackellar di essere un uomo che ha conosciuto sia la corte sia il campo di battaglia, e che coglie le differenze profonde esistenti tra l’Oriente e l’Occidente. Questa battaglia fra di noi, ammette il Master, ha avuto inizio venti anni prima, quando abbiamo lanciato in aria una moneta nel salone di Durrisdeer per stabilire chi dovesse partire in battaglia. Nessuno di noi due ha mai dato segni di comprensione e perdono verso l’altro, e quando getto il guanto di sfida, afferma i Master, a quello rimango attaccato per sempre in nome dell’onore e del valore della vita. Mackellar, dopo avere ascoltato queste parole pronunciate dal Master, osserva che a causa della vanità umana la malvagità, che divide le persone, pare che sia governata dagli stessi impulsi naturali che spingono una ragazzina a fare smorfie. Il destino dei due fratelli, in conflitto fino alla fine, troverà un tragico compimento in America. Un grande classico tradotto in modo splendido da Masolino d’Amico.
(*) Il Master di Ballantrae, Robert L. Stevenson, Biblioteca Adelphi, 2026, pp. 314, 20,90 euro.
Aggiornato il 10 settembre 2026 alle ore 14:05
