Alessandra Cavallini, esordio d’arte a Pietrasanta

“Comunicare bellezza e introspezione attraverso l’arte”. È l’idea di Alessandra Cavallini, musicista, maestra di canto e ora anche pittrice. Nativa di Cascina (Pisa), Cavallini si scopre artista della tela e cerca di trasmettere con le sue opere un messaggio: creare attraverso musica e pittura un dialogo congiunto e autentico con l’ascoltatore o l’osservatore. E così, la Nag Art Gallery di Pietrasanta (Lucca) le ha aperto le porte in agosto per l’allestimento della sua prima esposizione. Musica e pittura, dunque, possono raccontare in un unico percorso la bellezza di un umanesimo interiore che la società di oggi ha più che mai bisogno di riscoprire? Secondo l’autrice delle opere ciò è sicuramente possibile perché ciascuno, nella propria vita, affronta momenti importanti di ricerca emotiva che poi tende a sviluppare in forma creativa finendo per condividerne l’esperienza. Ciò nella forma che è più propria all’artista, diventa in seguito il veicolo attraverso cui viaggeranno pensieri ed emozioni. E questo è quanto è accaduto nel percorso artistico di Alessandra Cavallini. Un ritrovarsi nel punto più centrale di una grande matassa, al centro di un labirinto, divenuto metafora della sua stessa vita. L’artista ha così generato opere con uno stile, non certo accademico, ma definito da buona parte della critica, “di transizione”, oltre che latore di un’interessante bidimensionalità introspettiva. Ha dipinto figure umane cariche di significato esoterico declinato al femminile. Figure “umane” femminili quindi ma che sfidano l’osservatore, lo provocano portandolo non solo a concepire il recupero dell’eguaglianza tra generi (maschile e femminile), ma che si fondono addirittura nell’ essenza in una sorta d’androginia di genere.

C’è nelle sue opere il richiamo alla classicità, fatta di simboli architettonici greci o il diretto riferimento ai miti platonici; richiami ad una profonda e matura spiritualità. C’è la Venere con uno sguardo rassegnato perché certa del proprio destino in quanto ha già mangiato la mela dall’albero della conoscenza del bene e del male. Ed ecco un’altra Venere consapevole della sua eterna dannazione e posta nella conchiglia, in shorts di jeans, perché è pudica; afferra con la mano sinistra il pomo che non ha ancora addentato, ma che ha con lo sguardo già divorato. Sono tutti soggetti racchiusi in tele quadrate che non hanno limiti, perché ogni tela stessa incarna la personalità dell’artista, originale e dichiaratamente senza confini. Alessandra Cavallini ha firmato una trilogia su Venere: La soglia del pensiero, La restituzione e La conoscenza, con un omaggio a Maria Maddalena, il Confine del sacro, dagli intensi e profondi colori che svelano sensualità ma anche profonda consapevolezza del soggetto. Grazia e mistero costituiscono il filo rosso che si snoda lungo la personale dell’artista dando spazio alla Campagna e alle sue Mietitrici. Si abbandona a uno studio di colori attraverso le sue geometrie alchemiche Del giallo e dell’arancio. Non manca il Dialogo con il tempo toccando il tema dell’età o ancora spazi dedicati a Stati emotivi con un pastello morbido intitolato La quiete. Tutto questo non è solo una personale d’arte, la prima di Alessandra Cavallini ma rappresenta il racconto della sua vita, che riesce persino a generare empatia. Capire lo stato d’animo dell’artista, a questo punto, diventa un atto spontaneo e naturale d’ amore. Il suo è un esordio salutato da un successo annunciato che adesso si proietta verso un futuro artistico sempre più scandito dal ritmo dei colori.

 

(*) La prima foto è una riproduzione del dipinto Venere di Alessandra Cavallini

(**) La seconda foto è una riproduzione del dipinto L’attrice - Il respiro della scena di Alessandra Cavallini

Aggiornato il 03 settembre 2026 alle ore 16:40