Sarà la Sala Matteotti della Camera dei deputati a ospitare, il 9 settembre alle ore 17, l’evento “Ecce Homo. Domenichino”, dedicato alla recente attribuzione a Domenico Zampieri, detto il Domenichino, del dipinto raffigurante l’Ecce Homo conservato presso il Museo diocesano di Melfi e oggi valutato oltre 4 milioni di euro. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di portare all’attenzione della comunità scientifica e delle istituzioni le numerose questioni storico-artistiche e iconografiche legate all’opera. Al centro saranno gli studi condotti dal critico e storico dell’arte Mauro Di Ruvo, che nel dicembre scorso ha avanzato l’attribuzione a Domenichino al termine di un’indagine autoptica durata tre mesi.
Il convegno sarà quindi un momento di confronto tra studiosi e accademici, chiamati ad approfondire le evidenze emerse intorno al dipinto e a discutere la tesi attributiva sotto il profilo scientifico, iconografico e storico-culturale. Particolare attenzione sarà riservata anche al ruolo dell’Ecce Homo nel più ampio contesto artistico e culturale italiano e al rapporto tra ricerca, tutela del patrimonio e istituzioni. L’opera, datata al 1639-1640, raffigura il tradizionale soggetto dell’Ecce Homo e proviene dalla Riviera di Chiaia, a Napoli. L’attribuzione a Domenichino proposta da Di Ruvo si basa sull’osservazione diretta del dipinto e su un articolato percorso di ricerca. Filologo, critico e storico dell’arte, Di Ruvo è inoltre autore della recente monografia critica e scientifica dedicata a Ludovico Ariosto, Orlando Furioso. Una perenne fuga dell’Armonia nella Follia (Helicon Edizioni). Uno degli elementi di maggiore interesse riguarda la collocazione cronologica del dipinto, che coincide con l’ultima fase della vita e dell’attività artistica del Domenichino. Gli anni 1639-1640 corrispondono infatti al periodo trascorso dall’artista a Napoli, nella fase conclusiva della propria esistenza e dei lavori di decorazione della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro.
È proprio alla luce di questo contesto che, secondo la lettura proposta da Di Ruvo, possono essere interpretate alcune caratteristiche formali e cromatiche dell’Ecce Homo. La pittura appare più rarefatta e meno incisiva, una condizione che sarebbe ulteriormente accentuata dall’attuale stato conservativo dell’opera e dalle trasformazioni subite dalla pellicola pittorica nel corso dei secoli. Il dipinto si inserisce così nella riflessione sulla produzione tarda del Domenichino e sulla sua particolare concezione della pittura, più raccolta, meditativa e composta rispetto alla drammaticità e alla forte intensità luministica della tradizione caravaggesca. Gli studi di Di Ruvo hanno inoltre posto l’attenzione sulla fortuna dell’immagine dell’Ecce Homo e sulla sua capacità di trasmettere una precisa tipologia devozionale attraverso la tradizione oleografica e tipografica italiana.
Proprio la particolare fortuna iconografica dell’opera potrebbe renderla, secondo questa interpretazione, un passaggio rilevante nella storia della riproduzione e della diffusione delle immagini devozionali, fino ad assumere una funzione assimilabile a quella di una moderna immagine votiva. La questione dell’attribuzione, dunque, non riguarda esclusivamente l’identificazione dell’autore, ma apre una riflessione più ampia sulla circolazione delle immagini, sulla costruzione della fortuna iconografica e sulla trasmissione dei modelli figurativi nella cultura italiana.
L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio, da Roma Capitale e dal Comune di Napoli. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Fabrizio Santori, Consigliere di Roma Capitale e sostenitore dell’organizzazione dell’iniziativa, Laura D’Acunto, rappresentante della Regione Lazio, e Riccardo Piazza, presidente dell’associazione Lapaginabianca, partnership ufficiale del convegno. A moderare l’incontro sarà Alessandro Verrelli, Direttore responsabile del giornale Lanterna. Nel corso dell’appuntamento interverranno Cristina Galassi, professoressa di storia della critica d’arte presso l’Università per Stranieri di Perugia e direttrice vicaria della Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici; Maristella Trombetta, professoressa di Filosofia e critica delle arti visive presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; Sofia Amati, critica e storica dell’arte; e Leonardo Lucchesi, politologo e membro Iapss.
Il convegno vuole quindi andare oltre la semplice presentazione dell’Ecce Homo, proponendosi come occasione di confronto interdisciplinare attorno a un dipinto che, per la sua storia, la possibile autografia e la particolare fortuna iconografica, solleva interrogativi di rilievo per la ricerca storico-artistica contemporanea. L’appuntamento sarà inoltre l’occasione per annunciare la nascita dell’Associazione culturale “Oasi Culturali”, che aprirà ufficialmente al pubblico già nel mese di settembre. Per partecipare all’evento è necessario inviare una richiesta all’indirizzo e-mail, indicando nome e cognome del partecipante.
Aggiornato il 03 settembre 2026 alle ore 14:17
