“Il mio nome è Riccardo Cocciante”: su Rai 3 va in onda il docufilm
Foto: Ansa

Rai 3 omaggia Riccardo Cocciante. Stasera va in onda il primo docufilm dedicato al musicista, nell’anno celebrativo del suo 80° compleanno (festeggiato il 20 febbraio). Il mio nome è Riccardo Cocciante, prodotto da Daimon Film, in collaborazione con Rai Documentari, per la regia di Stefano Salvati, racconta tutta la vita del cantautore, con l’aspetto personale e quello professionale che si fondono restituendo il profilo di un artista la cui esistenza è da sempre indissolubilmente legata alla musica. Il mio nome è Riccardo Cocciante, il racconto umano e artistico di uno dei più amati protagonisti della musica italiana, farà scoprire allo spettatore le diverse sfumature di un autore poliedrico, attraverso il racconto inedito in prima persona: tra ricordi, difficoltà, incertezze e una ricchissima vita professionale. Il docufilm ripercorre la vita di Cocciante, dalla nascita fino alla lavorazione dei progetti dell’ultimo anno. Immagini di repertorio e fotografie personali inedite restituiscono il ritratto dell’artista in gioventù e del suo contesto familiare. Per la prima volta le elaborazioni grafiche saranno integrate anche da contenuti generati dall’Intelligenza artificiale che andranno a impreziosire i repertori giovanili della vita di Cocciante e si uniranno alle molte testimonianze raccolte: da Laura Pausini a Gianna Nannini, da Elodie ad Achille Lauro, da Mogol a Fiorella Mannoia. Voci di colleghi e persone che hanno intrecciato i loro percorsi con il maestro completano il ritratto a tutto tondo di un autore di fama internazionale e di un compositore senza tempo.

Come scrive il Resto del Carlino, qualche sera fa, i riflettori di Riccione Music City si sono riaccesi per il concerto di Riccardo Cocciante. L’esibizione, dedicata alla celebrazione degli 80 anni del e compositore e ai 50 anni dell’iconica canzone Margherita, rientra nel tour Io… Riccardo Cocciante nel 2026 che, dopo la tappa milanese del 19 settembre, si concluderà il 27 dello stesso mese a Verona. “La dimensione live – ha detto Cocciante – è un modo di raccontarmi. Ci sono brani che hanno 50 anni e metterli vicino a canzoni nuove potrebbe risultare stridente, ma il non aver mai scritto per moda fa sì che ci sia un discorso aperto che non crea nessun paragone tra passato e presente, un linguaggio riconoscibile, al di fuori delle tendenze del momento. Non bisogna rinnegare il momento che si sta vivendo. Ogni volta che canto, soprattutto brani usciti molto tempo fa, provo a interpretarli, plasmandoli, dandogli un nuovo abito secondo l’ispirazione del qui e ora. Quando faccio un concerto cerco sempre di vivere il momento, per me il palcoscenico è un grande impegno, fisico ed emotivo. Credo che il pubblico percepisca il mio trasporto e apprezzi questo mio totale coinvolgimento. La musica è la mia vita, lei ha scelto me e mi ha aiutato a uscire dal mio guscio”.

Aggiornato il 01 settembre 2026 alle ore 16:45