Una cerimonia, un premio e una borsa di studio. Il Praemium Imperiale tornerà a Roma. Artisti internazionali hanno ricevuto, negli anni, questo prestigioso riconoscimento, che come una penna su un mappamondo artistico ha unito i puntini dei grandi del nostro tempo. Martedì 8 settembre, alle 11, all’Hotel Excelsior, saranno annunciati i vincitori dell’edizione 2026 e il destinatario della sovvenzione per giovani artisti. L’annuncio arriverà in contemporanea con Tokyo, Berlino, Londra, New York e Parigi. Cinque artisti – uno per pittura, scultura, architettura, musica e teatro/cinema – entreranno così nell’albo d’oro del premio, che dal 1989 raccoglie quasi 40 anni di creatività contemporanea.
Il Praemium è nato in Giappone nel 1988, per il centenario della Japan Art Association. Alla sua origine c’è l’intuizione del principe Nobuhito Takamatsu: affidare alle arti un compito che va oltre il riconoscimento del talento, quello di creare ponti tra culture e popoli. Un’idea che continua a definire l’identità del Praemium Imperiale, spesso considerato il Nobel delle arti. Non si premia soltanto una carriera. La scelta tiene conto dell’influenza esercitata nel proprio campo e della capacità di incidere sul presente, allargando il perimetro dell’arte alla società e al dialogo internazionale. Per capire la caratura del premio, basta citare alcune personalità che hanno ricevuto questo riconoscimento: David Hockney, Anselm Kiefer e Yayoi Kusama; Louise Bourgeois, Anish Kapoor e Ai Weiwei; Frank Gehry, Tadao Ando e Norman Foster; Martha Argerich, Philip Glass e Plácido Domingo; Ingmar Bergman, Martin Scorsese e Pina Bausch.
L’Italia occupa un posto significativo in questa storia: sono 17 i premiati dal 1989 al 2025, tra cui Umberto Mastroianni, Federico Fellini, Renzo Piano, Luciano Berio, Claudio Abbado, Sophia Loren, Michelangelo Pistoletto e Riccardo Muti. Accanto ai maestri, il Praemium Imperiale guarda alle nuove generazioni. Dal 1997 la borsa di studio per giovani artisti sostiene realtà impegnate nella formazione: un passaggio di testimone tra chi ha già cambiato il linguaggio del proprio tempo e chi si prepara a farlo. Ad accompagnare l’appuntamento romano, una mostra fotografica dedicata ai vincitori italiani. Volti e immagini per ricordare che la cultura non conosce confini.
(*) In foto: Praemium Imperiale. Cerimonia di Premiazione, Tokyo, 2022
Aggiornato il 28 agosto 2026 alle ore 14:39
