Le opere di Carlo Montarsolo sbarcano in Cina

Il Mediterraneo si apre a Oriente. Il Mare Nostrum di Carlo Montarsolo è energia dirompente e dinamismi cromatici che oltrepassano gli argini del grande lago e aprono corsi naturali verso il regno di mezzo. Non a caso l’opera simbolo della campagna di Cina è La memoria del fuoco vesuviano a contatto con il mare (olio su tela, 120x200, 1988). Il dissidio naturale che si fa armonia di potenza tra mare e fuoco coglie, dunque, anche artisticamente l’essenza della Cina contemporanea, che è al contempo espansione marittima e autorità geopolitica ed economica, strategia di transizione da potenza di terra a superpotenzablu” e tensioni territoriali per il controllo delle risorse. In questo magma inarrestabile s’inserisce l’irriducibile tensione artistica delle visioni di Carlo Montarsolo. Dal 31 luglio al 31 agosto, il Raffles City di Pechino, ospiterà la retrospettiva “Alta tensione tra passato e presente. Visioni mediterranee”.

In continuità con le rassegne espositive e gli eventi culturali realizzati negli ultimi anni in memoria di Carlo Montarsolo (1922-2005) e soprattutto con la retrospettiva organizzata per il centenario della nascita dell’artista presso la Galleria Nazionale dArte Moderna e Contemporanea di Roma, la mostra sbarca, dunque, nella Cina moderna. Curata dal presidente onorario dell’Associazione Montarsolo, professor Giorgio Agnisola, la rassegna espone 40 opere selezionate dall’archivio dell’artista e intende approfondire e far conoscere per la prima volta al pubblico cinese la sua proficua produzione, presente nella storia dell’arte nazionale del dopoguerra. Montarsolo, infatti, è considerato una “significativa presenza” nel quadro di quelle ricerche artistiche “tese a conciliare una sintesi geometrica e tendenzialmente astratta, a tratti neocubista e persino informale, con espressioni tradizionali, retaggio di una cultura paesaggistica partenopea e meridionale”, di cui si era alimentata la sua formazione giovanile, caratterizzata da colori morbidi e pastosi e vibranti risalti della luce.

È soprattutto nel segno di una forte, irrisolta tensione tra passato e presente, afferma la critica, che Montarsolo dispiega negli anni Sessanta il suo registro che lo rende assolutamente riconoscibile, con esiti di suggestiva intensità espressiva. La mostra, affermano i promotori dell’iniziativa, concepita anche per dialogare con la sensibilità del pubblico cinese e con quelle immagini e quei temi della cultura italiana che più ne hanno alimentato l’immaginario, costituisce una versione ampliata dell’ultima retrospettiva romana e offre una sintesi significativa della vasta produzione del noto artista italiano. Da un lato “geometrie e luce”, il capitolo materico più apprezzato dagli anni Sessanta fino alle più recenti “immagini del creato”; dall’altro la tensione verso una visione a tutto tondo “mediterranea” della natura, declinata nel corso di una vita dai capitoli trasversali sul “mare”, le “lave vesuviane”, i “fogliami” e gli “inchiostri”.

La memoria del fuoco vesuviano a contatto con il mare, come si diceva, assurge quasi naturalmente a opera simbolo della mostra, che è insieme forma ed evocazione, a cui è ispirata una suggestiva video-composizione che sarà presentata dall’Associazione Montarsolo in occasione dell’inaugurazione e simbolicamente dedicata dal figlio dell’artista, Federico, a sua madre Claudia. La rassegna cinese è corredata da un catalogo bilingue in italiano e cinese. Curata e promossa dall’Associazione Montarsolo, la retrospettiva è realizzata grazie al sostegno dell’Istituto italiano di cultura di Pechino, in collaborazione con l’Italy China council foundation e l’Academy art center di Pechino.

Carlo Montarsolo cresce a Portici. Autodidatta, si caratterizza fin dagli esordi per un linguaggio neoimpressionista, con cui ritraeva paesaggi dell’area vesuviana, e per questo attrito tra tradizione e sperimentazione che lo portò ad abbracciare in seguito anche ricerche informali e neocubiste. Presente sulla scena artistica dall’inizio degli anni Quaranta, partecipò alla Biennale di Venezia del 1959 e vinse numerosi riconoscimenti tra gli anni Sessanta e Settanta. Segnalato dalla più importante critica del tempo, fu presente a tutte le Quadriennali dArte di Roma e venne invitato, durante la Biennale Internazionale dArte del Mediterraneo, a rappresentare l’Italia a Sidney e New York. I suoi dipinti sono tutt’oggi esposti in prestigiose collezioni italiane ed estere. Non soltanto pittore, ma anche appassionato divulgatore, dal 1975 è stato invitato dagli Istituti italiani di cultura in America e in Europa a tenere conferenze e seminari sull’arte contemporanea che si accompagnavano a mostre selezionate dei suoi dipinti. Didatta appassionato (suo il libro vademecum Un artista racconta larte, 2002), ha scritto numerosi articoli e saggi sul senso dell’arte e sulle ricerche del Novecento.

Aggiornato il 23 luglio 2026 alle ore 10:03