Super Market è la nuova irresistibile serie comica di Prime Video. Il racconto in sei episodi firmato dal Terzo Segreto di Satira, visibile dal 17 luglio anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick, vanta un cast di bravissimi interpreti, espressione della migliore scena comica italiana, fra teatro, cinema, tivù e social. Al centro della commedia corale emergono le vicende tragicomiche di Eury, un bizzarro discount di periferia vicino agli studi televisivi che dovrebbero produrre un auspicabile indotto. Il lavoro del punto vendita milanese di una catena bulgara di discount, popolato da dipendenti eccentrici e impreparati, è scandito da un improbabile slogan: “Dove convenienza fa rima con qualità”. Niente funziona come dovrebbe. Ogni giorno si consumano piccoli e grandi incidenti. I clienti sono costantemente irritati con il personale e anche le offerte a metà prezzo diventano una difficoltà da affrontare. Su tutto incombe la minaccia più funesta: il supermercato rischia la chiusura definitiva. A tenerlo letteralmente in piedi figurano sulla scena dei personaggi in preda a crisi esistenziali di ardua risoluzione.
La serie, girata interamente a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, mostra il contesto familiare e grottesco della grande distribuzione low cost. Prodotto da Banijay Italia in collaborazione con Prime Video, con il contributo del Fondo per il cinema e l’audiovisivo del Ministero della Cultura, il progetto adatta Vakkenvullers, un format originale olandese di NL Film e Avrotros, creato da Michael Middelkoop, Manju Reijmer, Paul de Vrijer e Jard Struik. La squadra di Eury è guidata dal direttore Enrico (un Alessandro Betti semplicemente perfetto), un dirigente narcisista e maldestro, che rovescia sugli altri le proprie carenze. Al suo fianco appare la caporeparto repressa Anita (una nevrotica Marta Zoboli), autentico punto di riferimento del gruppo di lavoratori, insidiata dal molesto salumiere (un ossessivo Francesco Arienzo). Poi ecco la temuta capoarea (una feroce Katia Follesa), il magazziniere inetto e sciupafemmine (un divertente Davide Calgaro), la cassiera carina e malmostosa (Gaia Bavaro), il vigilante impacciato (un surreale Valerio Airò Rochelmeyer) e il vagabondo “aziendalista” (un ottimo Walter Leonardi). L’universo caotico del discount viene ridestato dall’arrivo di un giovane stagista senza esperienza che aspira a diventare musicista (il garbato Tommaso Cassissa), il quale prova ad attirare le simpatie della bella commessa (l’eterea Martina Bonan). Super Market porta il marchio di fabbrica autoriale del Terzo Segreto di Satira (Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella e Davide Rossi), un collettivo artistico milanese attivo da una quindicina d’anni, assurto agli onori dell’interesse degli spettatori e della critica grazie all’epopea comica del Milanese Imbruttito, un personaggio interpretato da Germano Davide Lanzoni, che da anni furoreggia su Instagram, Facebook e YouTube delineando il tipico manager meneghino rampante, modaiolo e ossessionato dal denaro.
Abituati a confrontarsi con la retorica aziendale, nella nuova serie tivù i Satiri si muovono come pesci nell’acqua, perfettamente a proprio agio nella messa alla berlina delle meschinità quotidiane, delle ambizioni disattese e delle disastrose dinamiche relazionali. Super Market è la loro prima serie tivù dopo tre lungometraggi: Si muore tutti democristiani (2018), Mollo tutto e apro un chiringuito (2021), Ricomincio da taaac (2024). Con tutta evidenza, pur riecheggiando la temperatura narrativa di esperimenti internazionali come Superstore, The Office o i nostrani Boris e Camera Café, Super Market disegna, con un originale taglio comico-grottesco, la vita dei centri commerciali di provincia. Eppure, nonostante la materia espositiva sia fin troppo abusata, i talentuosi autori riescono ad allestire una commedia dal ritmo frenetico, non accontentandosi delle battute da stand-up comedy ma connotando i personaggi rappresentati di una profondità e una coscienza precise, senza disdegnare un’innegabile tenerezza nei confronti dei simpatici e inadeguati lavoratori. Un fatto è certo: Super Market è una sitcom di sicura presa che, dopo il felice debutto, merita, senza alcun dubbio, di essere rinnovata per una seconda stagione.
Aggiornato il 23 luglio 2026 alle ore 19:38
