Visioni. “The Michael Jackson Story”, luci e ombre del Re del pop

La storia di un genio della musica raccontata senza reticenze. Dalle straordinarie vette artistiche alla tumultuosa parabola privata. The Michael Jackson Story è l’appassionata serie documentaria firmata da Sophie Fuller in quattro episodi (Il successo, Le conseguenze, La battaglia, La resurrezione), visibile su Sky Documentaries e Sky Cinema Stories, e in streaming su Now. Se Michael, il film biografico di Antoine Fuqua, ha riacceso l’interesse sul musicista, il ritratto non fiction del Re del pop, ha posto al centro del dibattito l’ascesa e la caduta del talento originario di Gary, città della contea di Lake, nell’Indiana (Stati Uniti). Con materiali d’archivio rari e nuove testimonianze, la docuserie, prodotta da 72 Films (società del gruppo Fremantle), è stata distribuita in tutto il mondo, andando in onda nel Regno Unito, sulla Bbc, con il titolo Michael Jackson: An American Tragedy. Tra le interviste esclusive figurano quelle rese dalla sorella La Toya Jackson, dalla cantante Dionne Warwick, dal manager Dieter Wiesner, dalla guardia del corpo Bill Whitfield, dall’avvocato di famiglia Brian Oxman, dal rabbino Shmuley Boteach e dal procuratore Ron Zonen. La narrazione non arretra mai ripercorrendo la vita di Michael: dagli esordi precoci con i Jasckson 5, nella America degli anni Sessanta, segnata dalla segregazione razziale, fino al successo planetario che lo consacra come una delle icone pop della storia della musica. Accanto agli aneddoti legati ai brani iconici, ai videoclip innovativi e alle irripetibili performance dal vivo, The Michael Jackson Story affronta anche gli aspetti più scabrosi della vicenda intima del divo. Frutto di un’accurata ricerca, si conferma come il racconto più completo e approfondito dedicato al cantante statunitense. La nuova serie esplora le varie stagioni di un musicista rivoluzionario, offrendo uno sguardo nuovo che va oltre la sua produzione artistica per raccontarne le controversie e il duraturo retaggio.

Laddove il film di Fuqua risulta incompleto e reticente, la docuserie appare sincera e approfondisce oltre alle luci soprattutto le ombre del grande musicista. L’intenzione è evidente: concentrarsi sui risvolti più tragici della sua esistenza. Non a caso, viene analizzata la figura minacciosa di Joe Jackson, autentico padre padrone, che esercita sulla leggendaria famiglia un controllo oppressivo di genitore-manager. Il progetto si propone di mostrare le contraddizioni di un uomo i cui eventi privati rimangono ancora oggi avvolti da interrogativi inquietanti. Grazie all’accesso a documenti inediti, la docuserie offre una prospettiva unica e privilegiata. Un fatto è certo: The Michael Jackson Story si configura come un’opera definitiva, capace di offrire un’analisi approfondita su una figura che continua a suscitare fascino. Trovano spazio le accuse di abusi su minori che hanno segnato gli ultimi anni della sua carriera e che l’artista ha sempre respinto. La serie analizza anche l’impatto economico e culturale della sua eredità, esaminando come il patrimonio artistico di Michael Jackson continui ancora a generare miliardi di dollari. L’unico neo della docuserie riguarda la mancanza di un’analisi che scandagli la grandezza artistica di Michael. Purtroppo, Sophie Fuller non è interessata a un passaggio decisivo: dalla fase iniziale all’affermazione globale del musicista. Poco spazio viene dedicato anche a una fase chiave della storia dell’artista: il periodo che va dalla pubblicazione del disco Bad a Dangerous. Tuttavia, la documentarista ha il merito di non fermarsi al 2009, l’anno della scomparsa di Michael Jackson, ma di ampliare la riflessione sull’artista in relazione al suo impatto culturale contemporaneo.

Aggiornato il 18 giugno 2026 alle ore 19:34