Un noir familiare racconta la storia controversa dell’eredità di un’icona del cinema. Gina Lollobrigida: Diva contesa è la docuserie in tre episodi targata Hbo Max in programma da venerdì 3 aprile. Sulla piattaforma in streaming vanno in scena le vicende giudiziarie dopo la scomparsa della “Bersagliera” del cinema italiano. La docuserie ripercorre la vita della grande diva – attrice, fotografa, scultrice, pittrice, simbolo d’indipendenza – fino alla morte nel 2023, concentrandosi sulla battaglia legale esplosa attorno al suo ingente patrimonio milionario. A contendersi l’eredità economica, artistica e morale sono il figlio Milko Skofic, il sedicente marito Francisco Javier Rigau e il manager Andrea Piazzolla, mentre gli ultimi anni della vita della diva si trasformano in un vortice di accuse, tradimenti e sospetti di manipolazione.

La docuserie è prodotta da Indigo Stories (produttore: Alessandro Lostia, Line producer: Ettore Musco) con Loft Produzioni (produttore: David Perluigi, Line; producer: Luca Motta). Gli autori sono Carlo Altinier e Matteo Billi, come collaboratori ai testi Elena Martelli, Ilenia Petracalvina, Shaila Risolo e Morena Zapparoli. Le musiche sono di Giorgio Spada. Il montaggio di Michele Castelli e Daria Di Mauro. La fotografia è di Luigi Montebello. La regia è di Graziano Conversano. La serie unisce il ritratto della grande stella al racconto dell’ultimo periodo della sua esistenza, in cui Piazzolla, factotum e manager della “Lollo”, finisce sul banco degli imputati, perché accusato di circonvenzione di incapace e per aver sottratto beni al patrimonio dell’attrice. Grazie a una meticolosa analisi degli atti giudiziari, testimonianze esclusive, audio mai ascoltati e alla partecipazione di Rigau, Skofic, Piazzolla e del nipote dell’attrice, Dimitri, la docu-serie svela retroscena inediti e fa luce sui tanti aspetti oscuri dell’affaire: la scomparsa di quasi tutto il patrimonio (stimato tra 10 e 20 milioni di euro, con fondi forse nascosti a Panama), la nomina di un amministratore di sostegno nel 2019 e la condanna in primo grado di Andrea Piazzolla nel 2023 a tre anni di reclusione e a un risarcimento da mezzo milione di euro per aver approfittato della fragilità della Lollobrigida. Una battaglia legale non ancora definita nei tre gradi di giudizio.
Aggiornato il 11 marzo 2026 alle ore 16:36
