Hbo Max, arriva la docuserie “Gina Lollobrigida: diva contesa”

mercoledì 11 marzo 2026


Un noir familiare racconta la storia controversa dell’eredità di un’icona del cinema. Gina Lollobrigida: Diva contesa è la docuserie in tre episodi targata Hbo Max in programma da venerdì 3 aprile. Sulla piattaforma in streaming vanno in scena le vicende giudiziarie dopo la scomparsa della “Bersagliera” del cinema italiano. La docuserie ripercorre la vita della grande diva – attrice, fotografa, scultrice, pittrice, simbolo d’indipendenza – fino alla morte nel 2023, concentrandosi sulla battaglia legale esplosa attorno al suo ingente patrimonio milionario. A contendersi l’eredità economica, artistica e morale sono il figlio Milko Skofic, il sedicente marito Francisco Javier Rigau e il manager Andrea Piazzolla, mentre gli ultimi anni della vita della diva si trasformano in un vortice di accuse, tradimenti e sospetti di manipolazione.

La docuserie è prodotta da Indigo Stories (produttore: Alessandro Lostia, Line producer: Ettore Musco) con Loft Produzioni (produttore: David Perluigi, Line; producer: Luca Motta). Gli autori sono Carlo Altinier e Matteo Billi, come collaboratori ai testi Elena Martelli, Ilenia Petracalvina, Shaila Risolo e Morena Zapparoli. Le musiche sono di Giorgio Spada. Il montaggio di Michele Castelli e Daria Di Mauro. La fotografia è di Luigi Montebello. La regia è di Graziano Conversano. La serie unisce il ritratto della grande stella al racconto dell’ultimo periodo della sua esistenza, in cui Piazzolla, factotum e manager della “Lollo”, finisce sul banco degli imputati, perché accusato di circonvenzione di incapace e per aver sottratto beni al patrimonio dell’attrice. Grazie a una meticolosa analisi degli atti giudiziari, testimonianze esclusive, audio mai ascoltati e alla partecipazione di Rigau, Skofic, Piazzolla e del nipote dell’attrice, Dimitri, la docu-serie svela retroscena inediti e fa luce sui tanti aspetti oscuri dell’affaire: la scomparsa di quasi tutto il patrimonio (stimato tra 10 e 20 milioni di euro, con fondi forse nascosti a Panama), la nomina di un amministratore di sostegno nel 2019 e la condanna in primo grado di Andrea Piazzolla nel 2023 a tre anni di reclusione e a un risarcimento da mezzo milione di euro per aver approfittato della fragilità della Lollobrigida. Una battaglia legale non ancora definita nei tre gradi di giudizio.


di Eugenio De Bartolis