“La voce del padrone”, il documentario che racconta Battiato

L’omaggio a Franco Battiato a un anno dalla scomparsa. La voce del padrone è il documentario firmato da Marco Spagnoli, in uscita in sala, per una settimana, con 200 copie, dal 28 novembre al 4 dicembre, con Altre Storie con Rs Productions. Un viaggio, con approdo finale a Milo, il borgo sull’Etna dove Battiato ha vissuto fino alla fine. Al centro del racconto figura Stefano Senardi, produttore amico del musicista siciliano, per un racconto che ha al centro uno dei suoi album simbolo, La voce del padrone (1981), che gli porta il primo grande successo popolare, con oltre un milione di copie vendute.

Il documentario mette in scena le sue passioni per la pittura e il cinema, il rapporto con il successo, quello con gli amici e la quotidianità. Spagnoli raccoglie le testimonianze di attori, registi, musicisti. Tra gli altri, anche Padre Guidalberto Bormolini, Paolo Buonvino, Giada Casagrande Juri Camisasca, Caterina Caselli, Carmen Consoli, Willem Dafoe, Eugenio Finardi, Corrado Fortuna, Francesco Messina, Vincenzo Mollica, Nanni Moretti, Alberto Radius. “Il documentario – spiega Spagnoli – è nato per raccontare i quarant’anni de La voce del padrone. Sarebbe stato troppo complesso fare un film che riuscisse a raccontarlo tout court. Il film pian piano però si è evoluto, è diventato un viaggio, da Milano a Milo, passando per Roma”.

Stefano Senardi sottolinea: “La voce del padrone per me è stato l’album spartiacque della musica italiana di questo essere speciale che ci seduce con il pop e poi ci porta verso mondi lontanissimi. Le scoperte, le citazioni, le intuizioni, le tonnellate di suggerimenti, hanno anche portato molti ragazzi degli anni Settanta e Ottanta incuriosirsi per civiltà lontane, per mondi dello spirito”. Il produttore spiega che “Franco ti colpiva anche con la sua cortesia, sensibilità, il sense of humour. La bellezza di un uomo come Franco era anche nel suo porsi in modo diverso rispetto al resto del mondo. Era padrone del suo tempo, ed era molto organizzato”.

Morgan, che fin da bambino ha iniziato a comprare copie de La voce del padrone, ha conosciuto Battiato nel 1995, nei camerini del concerto del Primo Maggio. In seguito, il musicista siciliano lo ha coinvolto in progetti come Gommalacca: “Allora – racconta Morgan – aveva più di 50 anni. Era già un mito ma trasmetteva una passione e un entusiasmo meravigliosi, era un ragazzino. Battiato era la disciplina in persona, ma non perché fosse schematico o freddo. Sapeva che mettendo dentro un paradigma la sua creatività poteva farla esplodere. La lezione di Franco ha tante direzioni, per me la principale è conservare la sua indicazione musicale”.