Red Hot Chili Peppers: un prolifico 2022

La pandemia – che ha sospeso il mondo nel 2020 – ha fermato anche la frenetica attività dei grandi gruppi rock, imponendo una pausa forzata alle esibizioni dal vivo. Molte star ne hanno allora approfittato per scrivere musica. E così è stato sicuramente per i Red Hot Chili Peppers. Il gruppo californiano ha infatti pubblicato nell’aprile del 2022 l’album “Unlimited love” con ben 17 brani e ha da poco annunciato che il prossimo 14 ottobre uscirà il nuovo doppio album, “Return Of the Dream Canteen”.

Su Twitter la band ha scritto” “Siamo andati alla ricerca di noi stessi come la band che, in qualche modo, siamo sempre stati. Solo per il gusto di farlo, ci siamo messi a suonare e abbiamo imparato alcune vecchie canzoni. In breve tempo, abbiamo iniziato il misterioso processo di costruzione di nuovi brani. Una volta trovato quel flusso di suoni e visioni, abbiamo continuato a scavare. Non avevamo motivo di smettere di scrivere e di fare rock. Ci sembrava un sogno. Quando tutto è stato detto e fatto, il nostro amore lunatico per l’altro e la magia della musica ci avevano dato più canzoni di quante ne sapessimo fare. Ebbene, l’abbiamo capito. Due album doppi pubblicati uno di seguito all’altro. Il secondo è significativo quanto il primo, o forse il contrario. Return of the dream canteen è tutto ciò che siamo e che abbiamo sempre sognato di essere. È pieno di roba”.

Nell’attesa del secondo doppio album, ascoltiamo “Unlimited love” che segna due importanti ritorni: quello di John Frusciante alla chitarra e quello di Rick Rubin il produttore degli album più importanti della band: Blood Sugar Sex Magik, Californication, By The Way e Stadium Arcadium. Frusciante, che aveva lasciato per la seconda volta i Rhcp nel 2009, torna e si fa sentire. Basta ascoltare l’incipit di “Black Summer” per entrare nelle atmosfere di grandi pezzi della band come “Under The Bridge” e capire che Black Summer diventerà senza dubbio un altro classico.

Unlimited love” esce a distanza di sei anni dall’ultimo album “The Getaway” e segna un ritorno a casa per i fan del gruppo; l’album scorre rimandando al tipico suono dei Red Hot Chili Peppers, con le solite grandi prestazioni della voce Anthony Kiedis, il basso funambolico di Flea, la chitarra inconfondibile di John Frusciante e la precisa e potente batteria di Chad Smith. Molti lamentano la mancanza di un vero brano trainante, come se i Rhcp avessero svolto da bravi il loro compitino e, data la grandezza musicale dei singoli, sono riusciti a fare un buon album ma senza lasciare un gran segno.

Invece, credo ci siano diversi pezzi che svettano e catturano l’attenzione di chi lo ascolta. L’album inizia davvero forte con la già citata “Black Summer”, il rock di “Here Ever After”, il funky sfrenato di “Aquatic Mouth Dance” con un vorticoso finale di ottoni. Si riprende fiato con la ballad “Not The One” e poi di nuovo il funky di “Poster Child” che scorrono più tranquilli per arrivare a “The Grat Apes” dove il rock torna padrone e Frusciante sfodera uno dei migliori solo dell’album.

Seguono “It’s Only Natural”, una ballad con sonorità funky, mentre “She’s a Lover” insieme a “White Braids & Pillow Chair” presentano melodie davvero un po’ mielose ed elementari. Si arriva a “These Are The Ways” dove si torna a volare alto con energia e si rimane in tema con “Whatchu Thinkin” con il gran basso di Flea che si sposa con la chitarra graffiante di Frusciante. “Bastard Of Light” è una ballad con tanto di chitarra acustica e uno sfogo più duro sul finale; di “White Braids & Pillow Chair” ho già detto prima e per fortuna il funky rock torna con “One Way Traffic” impreziosito dal solo di basso di Flea sul finale. Con “Veronica” si svolta sul pop con cori sull’inciso e un vago ricordo di I Want You (She’s So Heavy) dei Beatles. “Let ‘Em Cry” cattura con un ritmo un po’ ruffiano contrappuntato dai fiati con l’elegante e sontuosa chitarra di Frusciante che gioca sul basso di Flea. Chiudono l’album “The Heavy Wing” che cresce fino a diventare rock duro e “Tangelo” una classica ballad acustica.

Nel complesso, è un album lungo con poche parentesi di stanchezza ma con diversi momenti davvero alti. Naviga tra le sonorità dei grandi album della band e regala a chi lo ascolta il piacere, che solo chi la musica la sa scrivere e la sa suonare è in grado di donare.