De Gregori e Venditti: amicizia e ironia all’Olimpico

E finalmente sabato scorso ce l’hanno fatta. Dopo due rinvii dovuti alla pandemia, il concerto di Antonello Venditti e Francesco De Gregori all’Olimpico di Roma, inizialmente previsto nel 2020, è andato in scena. I due grandi della musica italiana hanno subito fatto capire al pubblico che gremiva lo stadio Olimpico che la serata sarebbe stata un grande evento con alla base una massiccia dose di ironia. E così il concerto inizia con le note di Also Sprach Zarathustra di Richard Strauss che introduce il brano nel quale Partirono in due e Bomba su bomba arrivarono a Roma. Non sarà l’unica citazione della serata: le iconiche quattro note di Shine On You Crazy Diamond hanno introdotto Pablo, mentre Lucio Dalla è stato omaggiato con un riferimento a Come è profondo il mare e una cover di Canzone seguiti dal lungo e commosso applauso dell’Olimpico.

È stata una grande festa con il pubblico che ha cantato ininterrottamente tutti i classici che i due hanno scelto dal loro vastissimo repertorio: La leva calcistica delle classe ‘68, Modena, Bufalo Bill, La storia, Sotto il segno dei pesci, Generale, Ricordati di me, La donna cannone e così via. L’idea che si è percepita assistendo al concerto è stata proprio quella della festa con De Gregori e Venditti che hanno cantato insieme la maggior parte dei pezzi proposti, con gli arrangiamenti che non hanno stravolto i brani e con una serie di ottimi musicisti (un mix tra le due band con cui si accompagnano i due) che hanno soddisfatto la voglia di musica dei 44mila presenti.

Il legame con Roma poi è stato suggellato dai due storici pezzi di Venditti: Roma Capoccia e Grazie Roma. Ascoltarli nella cornice dell’Olimpico è stato un elemento emozionale in più che la serata ci ha regalato. De Gregori e Venditti sono, insomma, riusciti a trovare la sintesi tra due mondi diversissimi tra di loro. La discografia di De Gregori ci ha regalato momenti di rara poesia, di impegno, di attenzione alla storia e al contemporaneo. Brani che ascolti con l’intimità con cui ascolti un fratello maggiore e se qualche volta non lo capisci non fa niente. Venditti è più lineare, mai banale, romantico ma anche sanguigno, certamente più pop e in grado di intercettare i sentimenti della gente.

Ognuno, col suo stile, ha cantato le canzoni dell’altro con poche eccezioni quali Rimmel, Titanic, La notte prima degli esami. Noi dagli spalti abbiamo avuto l’impressione che sul palco ci fossero due grandi amici da sempre, che hanno voluto celebrare con ironia e intelligenza proprio la loro amicizia. Così forse si spiega l’inserimento in scaletta di Dolce signora che bruci brano dell’album Theorius Campus con cui entrambi esordirono nel 1971. Poi le loro strade si divisero per incrociarsi di nuovo 51 anni dopo. Mi sembra un ottimo motivo per fare festa.