Il vaccino e l’inutilità dell’Oms

“Riconosciamo – ha detto il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus – che c’è un disperato bisogno di terapie efficaci che attualmente non esistono”.

Accanto a questo riconoscimento, però, il rappresentante dell’Oms ha anche messo in guardia dalla corsa alla ricerca di medicinali che senza una adeguata sperimentazione potrebbero risultare più dannosi del coronavirus. Il riconoscimento e l’ammonimento di Ghebreyesus sono sacrosanti. Ma che fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità per dare una risposta al bisogno di terapie antipandemia sicuramente efficaci? L’interrogativo è aperto. E le uniche risposte che al momento vengono sono quelle non controllate che girano sui social e compaiono sui media. C’è chi assicura che gli Usa abbiano già messo a punto un vaccino ma che Donald Trump lo tenga nascosto per non doverlo condividere con il resto del mondo. Altri sono certi che analogo risultato sia stato raggiunto in Israele ma che venga tenuto segreto non si sa bene perché. Di certo, comunque, si sa che i giapponesi stanno testando un farmaco chiamato Avigan, che nel nostro Paese sarebbe partita una sperimentazione non solo con il medicinale giapponese ma anche con altri antivirali, antinfluenzali ed antiartritici e che in ogni Paese ci siano ricerche su prodotti diversi potenzialmente efficaci.

Nell’incertezza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nasce, quindi, il sovranismo sanitario. A conferma del paradosso secondo cui la pandemia figlia del globalismo sta producendo l’antitesi del globalismo stesso. Il ché potrebbe già essere un minimo rassicurante. Se non fosse che a detta degli scienziati l’unica speranza di uscire dalla crisi non è l’individuazione del vaccino ma la certezza che presto o tardi la “nuttata” dovrà passare dimostrando la totale inutilità di organismi internazionali come l’Oms.